Dopo uno scontro durato settimane, è finalmente pubblico il testo che riordina le norme in materia di trasparenza in Italia. Storica vittoria del movimento e di Agorà Digitale. Salve le norme sulla pubblicazione delle spese, evitato il condono per i “furbetti” degli Open Data. Ora un vero Freedom of Information Act

Il governo Monti ha dovuto ascoltre ed accettare le modifiche chieste dalla dalle associazioni per la trasparenza salvando così dall’abrogazione gli obblighi del rivoluzionario articolo 18 del decreto sviluppo, che impone alle Pubbliche amministrazioni la pubblicazione in formato open di tutti i dati di spesa. È una vittoria storica quella consumatasi attorno al decreto unico di riordino delle norme in materia di trasparenza, paradossale provvedimento che è stato presentato il 22 gennaio scorso e sbandierato come “Foia italiano”, rivelandosi invece foriero di incredibili rischi per il quadro dell’amministrazione aperta e degli Open Data in Italia.

Il decreto è stato approvato con un blitz che contraddice il senso stesso della trasparenza nel consiglio dei ministri di venerdì 15 febbraio 2013 lasciando aperti tutti gli interrogativi sui pericoli. Ma oggi, finalmente, abbiamo la possibilità di riscontrare che la mobilitazione civica ha sortito i suoi effetti, e il governo ha dovuto piegarsi e tornare sui suoi passi.

Agorà Digitale* aveva infatti messo a punto, insieme a FOIA.it e Open Media Coalition, un pacchetto di emendamenti per scongiurare che venisse abrogato l’articolo 18 del decreto sviluppo e implementato di conseguenza una specie di “condono” di fatto per le Pa inadempienti (la stragrande maggioranza, come dimostrato durante la Settimana della Trasparenza). Uno scenario in merito al quale era stata lanciata la campagna #NienteCondoniSullaTrasparenza che in pochi giorni ha raccolto oltre 2400 firme e il sostegno di numerose personalità della politica e della società civile.

Un testo che rischiava peraltro di essere ulteriormente peggiorato da un parere di assenso con riserva arrivato dal garante della privacy, il quale proponeva misure come l’inibizione dell’accesso ai dati liberati da parte di motori di ricerca esterni ai siti istituzionali, contraddicendo così l’autenticità di dati “open”.

La mobilitazione della comunità è stata dunque decisiva nell’evitare che ad un passo avanti in materia di Open Data ne seguissero due indietro, segnando dunque una pietra miliare che dà nuova linfa e convinzione a chi è convinto che la trasparenza amministrativa è l’unico antidoto alla corruzione.

Nel dettaglio l’esecutivo ha accolto l’emendamento che chiarisce in modo inequivocabile che tutti i dati e documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria devono essere open data e viene ribadita la necessaria pubblicazione di tutte le informazioni relative ai pagamenti e alle spese pubbliche pena l’inefficacia degli stessi, e questo a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta.

“È molto importante quanto accaduto per due motivi”, afferma Ernesto Belisario, responsabile del team legale di Agorà Digitale. “Il primo, di metodo, dimostra come associazioni, esperti e società civile possano dare un contributo importante per migliorare provvedimenti ed azioni di governo e quindi che la prassi delle consultazioni debba essere la regola. Il secondo è relativo alla maturità del movimento Open Gov italiano che è stato in grado, sia pure in tempi strettissimi e senza essere stato consultato, di passare dalla mobilitazione alla proposta, sostenuta in Rete e fuori da migliaia di persone”.

“Si tratta di una storica vittoria per il movimento per la trasparenza – afferma il segretario di Agorà Digitale Luca Nicotra – ora dobbiamo subito metterci al lavoro per far sì che il prossimo governo possa dotare il Paese di un vero Freedom of Information Act e di una norma che imponga la pubblicità anche per le spese della società partecipate, importanti centri di spesa pubblica. Solo così ci sarà la vera rivoluzione a mezzo trasparenza”.

Per il testo esteso degli emendamenti http://www.agoradigitale.org/un-vero-foia-si-fa-cosi-i-nostri-emendamenti/

Per un approfondimento normativo

  1. http://www.agoradigitale.org/trasparenza-e-opendata-il-governo-non-torni-indietro
  2. http://www.agoradigitale.org/il-nostro-contributo-per-salvare-gli-opendata/