Strumenti di comunicazione web 2.0

1) Twitter è uno strumento che a mio avviso è molto utile per mantenere i contatti in modo diretto. Va bene usarlo per "raccontare" un evento come l'Assemblea dei Mille, con brevi "lanci" su quello che viene detto, su cosa accade, così che anche chi non è presente possa avere il polso della situazione. Per la prossima volta bisognerebbe organizzarci un po' meglio suddividendoci i compiti, quantomeno per l'account ufficiale. Come riportare i discorsi, abbozzare un po' di turni per coprire tutta la durata. Ben vengano i contributi di altri utenti, usando un particolare tag di ricerca (come abbiamo fatto con #chianciano). Gli utenti, non essendo l'account ufficiale, possono scrivere quello che vogliono quando vogliono :) Anche qui, più sono (presenti e a casa) meglio è.
Infine andrebbe un po' più pubblicizzato: non l'ho fatto per non spammare, mi sono limitato ad aggiungere delle iscrizioni (in parte ricambiate). Se si inizia prima si riesce ad avere un bacino di followers più ampio.

2) Friendfeed non è stato in pratica usato. Invece è un ottimo strumento per "fare rete". Per discutere con altri utenti, per importare contributi originali (su friendfeed si possono scrivere brevi contributi, un po' come su Facebook) che possono essere commentati. Più si è attivi più si diffondono le idee.

3) Il Blog. Un grazie enorme alle persone di Radio Radicale che l'hanno preso in carico scrivendoci e aggiornandolo con contributi originali. Hanno fatto - come sempre - un ottimo lavoro, che immagino sia andato semplicemente ad *aggiungersi* a quello che già facevano. Per questo più contributi ci sono da volontari meglio è.

4) Youtube. E' un canale prezioso che non è praticamente stato usato. Né in via ufficiale né dagli utenti con contributi "dal basso". Va usato di più. Mi era piaciuta l'idea di qualcuno di andare in giro con una telecamerina a fare domande ai presenti, o anche cogliere l'aspetto ludico e fuori dall'ufficialità.

5) Flickr e/o Picasa. Anche questi non sono stati usati, e invece avrebbero arricchito molto l'aspetto multimediale. Non ho avuto tempo per organizzare qualcosa di più organico, ma per la prossima volta sarebbe bene ricordarcene: fare una foto (anche dal cellulare) e inviarla a Flickr o Picasa è questione di un attimo: cotta e mangiata :)

6) Skype. Non l'abbiamo usato ma anche questo può essere un buono strumento per diffondere audio e video anche in broadcast e pure per far partecipare chi non può venire fisicamente.

Facebook
Ne parlo a parte perché in questi mesi di suo utilizzi mi sono fatto l'idea che sia una specie di mondo a parte.
Chi è attivo su Internet, cioè magari ha un blog e partecipa in qualche Social Network, molto probabilmente sta anche su Facebook. Chi sta su Facebook non è detto abbia un'analoga presenza in altri settori della rete.

E' come se Facebook costituisse una sorta di ponte tra chi non usa Internet per niente e chi è attivo ormai da anni. In molti approdano su Facebook e poi da lì magari si interessano al resto della rete. Una specie di camera di decompressione, prima di vedere la rete nel suo insieme.

Per questo motivo ritengo che una pagina Facebook come quella di Chianciano 2009 debba essere più o meno l'alter ego di un sito (come il blog) dal lato Facebook. Esistono strumenti che consentono una certa integrazione tra le due piattaforme, ma buona parte del lavoro va fatta a mano.

Credo quindi che una pagina su Facebook vada gestita come cosa a parte (anche se inserita nel contesto) da qualcuno che si dedica in pratica solo a quello. Partecipando alle discussioni, inviando messaggi (senza esagerare!), riportando i link ai post su blog, pubblicando video, eccetera.

Vi confesso che a me Facebook non piace un granché, ma è un problema personale: lo trovo restrittivo perché non si possono fare grosse personalizzazioni, e dà poco controllo su quello che accade alla tua pagina. Per dire, per il blog ho statistiche puntualissime aggiornate di continuo, per la pagina di Facebook giusto il numero di iscritti e di visitatori.
Di contro, conoscere per nome e cognome i sostenitori ha un suo ENORME pregio.

Comunque ribadisco che questa è una mia personale opinione. Su Facebook ci dobbiamo essere e dobbiamo usarlo bene. Proprio per raggiungere quella parte di "cittadini digitali" che non frequenta il resto della rete.

Qualche idea per il futuro
Come trasformare questa esperienza in qualcosa di più organico e duraturo nel tempo?
Credo che innanzitutto dovremmo partire proprio dall'organizzazione.

Cosa vogliamo fare? Come vogliamo farlo?

Il sito dei Radicali è qualcosa che uno non si aspetterebbe di vedere nel 2009 (per certi aspetti manco nel '99...). E ho detto tutto :-)

Un altro sito che reputo interessante nell'idea ma che trovo difficile da usare (sia come lettore che come scrittore) è FaiNotizia. C'è addirittura troppa roba, gli articoli passano via troppo velocemente, e soprattutto troppo spesso viene usato come un forum per rispondersi o litigare o insultarsi.

So che esiste un progetto di integrazioni tra tutti i siti della galassia. Sono molto favorevole.

Quello che serve è secondo me una regia unica di tutta la presenza su Internet. Dai siti al profilo di Marco Pannella su Facebook. In modo che le informazioni non siano duplicate ma allo stesso tempo siano facili da reperire.

Quello che in tutto questo al momento mi sembra manchi è qualcosa per gli utenti e i simpatizzanti. Un luogo dove possano esprimersi riguardo le tematiche radicali, o anche solo per organizzarsi nelle varie attività. Adesso è usato Facebook per questo scopo, che secondo me non è adatto. L'ho già detto che Facebook non mi garba un granché? :-D

Questo ruolo può essere rivestito da un Social Networkl Radicale e/o da un aggregatore di contenuti radicali, sulla falsariga di Tocque-ville.

Forse è ciò che rappresenta il progetto che chiamiamo "radicalmente" ?

Esistono validi strumenti per costruire una cosa del genere, da Elgg a BuddyPress. Il primo è un prodotto a sé stante e un po' macchinoso, il secondo è basato su Wordpress MU e per quel che ho potuto provarlo funziona molto bene. Esistono set di plugin per Joomla (come joomsocial) e probabilmente anche per Drupal.

Non scendo nei dettagli tecnici che al momento non c'è bisogno. Quello che però dovremmo fare è creare una specie di Facebook aperto a tutti gli iscritti. Con profilo, eventuale blog, galleria fotografica, gruppi, sistema di messaggistica interna.
Se interessa posso fare una demo in pochi giorni con BuddyPress.

Una "redazione" potrebbe poi scegliere i contributi più interessanti per dargli una visibilità sui siti istituzionali, magari in una sezione apposita.

Comunque, qualsiasi cosa decidiamo di fare, non funzionerà fino in fondo se non è completamente integrata con la politica dei radicali. Va bene la presenza Internet, ma se dev'essere un corpo a sé stante, non serve a nulla. Raccoglieremmo senz'altro visibiità, ma è essenziale che questa visibilità si trasformi in iscrizioni / sottoscrizioni prima e in voti poi.

Come ho cercato di dire (e forse non mi è molto risucito :-P ) durante la prima riunione di Agorà Digitale, Internet deve essere il nostro mezzo. Aggiungo che l'associazione, oltre a tutti i suoi propositi circa le libertà digitali, potrebbe divenire una sorta di avamposto, di braccio digitale della galassia radicale. Per organizzare la visibilità. Per creare contenuti non solo scritti: audio e video sono molto apprezzati e se fatti bene hanno una carica virale notevole. Per organizzare campagne di raccolta fondi un più moderne e creative dell'appello alla "sottoscrizione di emergenza" (sull'eco della vecchia "o li scegli o li sciogli") che ho sentito al termine del CNRI.

Se riuscissimo a coordinarci con la galassia radicale, ci sono alcune cose che possono essere fatte fuori da internet che si ripercuotono su Internet e viceversa.

Ovviamente per questo servono persone che si prendono l'impegno di portare avanti la cosa, sia dal punto di vista tecnico che, soprattutto, organizzativo e divulgativo. Quanti siamo? Chi siamo? Che genere di supporto ci possiamo aspettare dai vari segmenti della galassia?