Telecoms Package

 

Che cos'è?

Il Telecoms Package, tradotto nel nostrano Pacchetto Telecom, è un complesso di regole che mira a riformare l'intero settore delle Telecomunicazioni su scala europea. E' stata presentata dal Commissario Viviane Reding al Parlamento Europeo il 13 Novembre 2007; e dopo una serie di emendamente è diventata legge il 24 Novembre 2009.

Se l'Europa stima che solo il 70 per cento della popolazione sia coperta da servizi di connettività a banda larga, nel prossimo futuro, incoraggiando gli investimenti nelle Reti di Nuova Generazione, l'UE intende agevolare la copertura anche laddove risulterebbe difficoltoso portare la fibra e dovrebbe stimolare un regime di competizione nel consolidamento delle infrastrutture e all'allargamento dell'accesso a favore dei cittadini.

Il Pacchetto di cinque direttive prevede anche misure concrete per il consumatore finale: il 112 che si amplia a dimensione europea, il cambio di operatore nel giro di un giorno, e per quanto riguarda i fornitori di servizi e gli operatori, sono ora caricati di maggiori obblighi di trasparenza e responsabilità sotto la minaccia di sanzioni concrete. A questo si aggiunge maggiori garanzie in materia di accessibilità e strumenti più efficaci nel combattere lo spam: il consumatore dovrà essere informato con più chiarezza riguardo ai minimi servizi garantiti, alla promozioni, alle compensazioni che potrà ottenere qualora questi criteri non vengano soddisfatti. Per fare un esempio si deve informare l'utente se vengono applicate tecniche di gestione traffico, con cui rallentano per esempio il traffico peer-to-peer, VoIP e quello degli utenti che scaricano troppi dati (come fanno quasi tutti gli operatori italiani). Inoltre la Commissione Europea avrà, auto-attribuitosi, un nuovo potere: potrà emettere "raccomandazioni" alle Autorità nazionali, per modificarne le decisioni che reputa pericolose per la concorrenza e il mercato. Significa che la nostrana Agcom dovrà essere più attenta nelle delibere.

Il commissario Viviane Redding ha dichiarato: "Le nuove regole riconoscono esplicitamente che l’accesso a Internet è un diritto fondamentale come le libertà d’espressione e di accesso all’informazione. Di conseguenza le regole assicurano che tutte le misure approntate per quanto riguarda accesso a o l’uso dei servizi e le applicazioni devono rispettare i diritti fondamentali e le libertà delle persone fisiche, compresi i diritti alla privacy e di accesso alle informazioni e alla formazione, come pure un processo adeguato."

Recepimento in Italia

Non è stata applicata. Le nuove regole avrebbero dovuto essere recepite entro il 25 maggio 2011, ma così non è stato. La Commissione Ue ha dunque deciso di aprire una procedura d'infrazione contro il nostro Paese, come per altri 19 paesi nella stessa situazione. E a tutt'oggi il nostro governo non ha chiara una data di recepimento.

"Per prima cosa il Parlamento deve fare una legge di delega al governo, con i criteri da seguire nel recepimento. Il governo poi deve emettere un decreto in base a quei criteri», spiega Nicola D’Angelo, consigliere dell’Autorità garante delle comunicazioni. «Infine la palla passa ad Agcom, che deve fissare le regole per applicare i nuovi diritti», continua.

"Il decreto legge per recepire il pacchetto è praticamente pronto, ma per farlo dobbiamo aspettare il Parlamento, che deve approvare la legge di delega al governo, dentro la legge comunitaria", spiega a Repubblica.it Roberto Sambuco, Capo Dipartimento del Ministero dello Sviluppo Economico. La legge, allo stato attuale delle cose, è in Camera in terza lettura.

Le dichiarazioni da parte della politica e dei tecnici, fin'ora, si sono risolte con un nulla di fatto.

 

Risorse Utili

Testo completo

Voce di Wikipedia

Interrogazione a risposta scritta al Senato sulla questione.

Strumento messo a disposizione da AGCOM per valutare l'adeguatezza della propria rete internet.