Il presidente del consiglio Mario Monti parla agli “007” della penisola annunciando misure per la sicurezza digitale del Paese. In un momento in cui la Rete cresce e si allarga agli over 55 ma l’attenzione sullo sviluppo dei nuovi media è completamente oscurata dallo stallo politico. Intanto Microsoft riceve una nuova salatissima multa dall’Unione Europea: 561 milioni di euro

“Un attacco cibernetico può paralizzarci”. L’allarme arriva dal presidente del consiglio Mario Monti durante il suo intervento nella sede alle agenzie dei servizi segreti italiani in occasione della presentazione di un “nuovo corso” degli ex Sisde e Sismi (ora Aisi e Aise) che vedrà proprio le minacce che pendono sul nostro sistema digitale al centro dell’azione di reparti specializzati, i quali lavoreranno in sinergia con il Nucleo per la sicurezza cibernetica istituito a Palazzo Chigi.

“A breve pubblicheremo un nuovo decreto per accrescere la capacità di rispondere alle nuove minacce”, ha dichiarato Monti, augurandosi che “entro l’anno venga varato il piano nazionale della sicurezza dello spazio cibernetico”.

I pericoli di cyberguerra diventano dunque d’attualità anche in casa nostra, dopo esser balzati ripetutamente in cima all’agenda, ad esempio, del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, soprattutto per ciò che attiene il sempre più teso rapporto con la “Cina degli hacker rossi” in merito ai quali anche la Nasa poche ore fa ha gridato al “codice rosso”. Scenari che hanno spinto ad ipotizzare anche un “piano B” di recovery della Rete.

Tornando al monito del premier italiano, esso arriva mentre diversi commentatori riportano a galla la vicenda del “falso Foia” varato dal governo e corretto dai nostri emendamenti poco prima delle elezioni e rappresenta, durante queste settimane di stallo politico, praticamente l’unica esternazione del sistema in materia di digitale, fatta eccezione per alcuni vaghi riferimenti ad Internet e alla trasparenza presenti negli “otto punti” presentati da poche ore dal Partito Democratico, che comunque di sviluppo dei nuovi media sembrano non interessarsi.

E questo nonostante le statistiche di AudiWeb che vedono la Rete diventare strumento utilizzato da sempre più larghe fasce di popolazione, investendo in maniera significativa anche gli over 55 e avvicinandosi alla soglia dei 30 milioni di utenti.

Explorer costa caro

Intanto la Microsoft si aggiudica il poco ambito premio di azienda che ha pagato complessivamente più care le multe europee. Il colosso di Bill Gates ha infatti ricevuto dall’antitrust continentale una nuova sanzione stellare, 561 milioni di euro, per non aver adempiuto agli obblighi in materia di browser. Il suo Internet Explorer, infatti, era nuovamente impostato di default in Windows 7 senza che all’utente fosse data la possibilità di sostituirlo con Firefox, Chrome o Safari già dalla home.

Nel 2009 Microsoft si era impegnata in tal senso ma aveva disatteso la promessa.

Fonti: Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Panorama, Osservatorioiniraq.it