Maroni Pirata? Allora si faccia promotore della legalizzazione del file-sharing

[Dal blog di Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale]
Dobbiamo inchiodare Maroni alle sue responsabilità di governo.
Un ministro non può fare provocazioni e poi non trarne le conseguenze. Bisogna certo dare atto al ministro dell'interno di aver avuto più volte il coraggio, come qualsiasi appassionato di musica, di confessare la sua abitudine a scaricare parte della musica illegalmente da Internet. Non solo. Il ministro nell'intervista pubblicata oggi da Panorama va oltre dichiarando di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese (che purtroppo da qualche giorno è anche inglese) del distacco da internet dei cosiddetti "pirati". E si spinge ad ipotizzare addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d'intrattenimento. Tra l'altro non è neppure l'unico ministro ad aver fatto dichiarazioni di questo tipo. Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.
Ebbene, se due ministri sono contro la repressione del fenomeno del file-sharing hanno il dovere di trarre le dovute conseguenze, facendosi promotori di una iniziativa che porti verso l'unica strada alternativa alla criminalizzazione, e cioè la legalizzazione del fenomeno file-sharing.
Il governo stesso si può fare promotore di iniziativa legislativa e ci sono decine di esperti e centri studi che potrebbero supportarne il lavoro.
In alternativa sarebbe sufficiente supportare e lavorare per far calendarizzare al più presto la proposta di legge a prima firma Marco Beltrandi, deputato radicale, che prevede l'unica via ritenuta dagli esperti davvero percorribile, quella basata sulle licenze colletive estese (per approfondire qui il position paper del centro Nexa sul tema).
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