Lettera aperta al Ministro Madia: 6 proposte per un vero FOIA

Ministra On. Marianna Madia,
Le scriviamo in merito alla pubblicazione dello schema di decreto legislativo inerente alla prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015 n.124 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Tale provvedimento si pone obiettivi importanti in termini di semplificazione nei rapporti fra le pubbliche amministrazioni, nonché trasparenza e lotta alla corruzione, con l’intento di avvicinare i cittadini stessi alle istituzioni.

Nel decreto si dà attuazione al cosiddetto FOIA(Freedom Of Information Act), un importante provvedimento che lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi citò nel suo discorso di insediamento alla Camera dei Deputati.

Una corretta implementazione in Italia del FOIA, rendendo accessibile e conoscibile l’operato delle amministrazioni pubbliche ai cittadini, può essere un concreto strumento in grado di contribuire a ridurre quegli spazi di manovra in cui si possono insinuare corruzione e malaffare.

Agorà Digitale, ANORC, IWA, Associazione Luca Coscioni ed i Parlamentari che hanno deciso di sottoscrivere questa lettera ritengono che sia interesse prioritario che il diritto di accesso sia esercitabile in modo sostanziale, senza controproducenti appesantimenti burocratici.

In base allo schema di decreto legislativo pubblicato dal Governo desideriamo proporLe i seguenti suggerimenti:

1) riformare l’accesso agli atti della legge 241/1990 e lasciare immodificato l’accesso civico della legge 33/2013 che riteniamo nato con diversa finalità;
2) evitare il meccanismo di “silenzio diniego” come risposta ad una richiesta di accesso. Riteniamo che negare una motivazione ad una richiesta di trasparenza non soddisfatta, non consentirebbe di raggiungere l’obiettivo che il FOIA intende perseguire.
3) prevedere sanzioni in caso di illegittimo rifiuto di accesso agli atti, per il responsabile del procedimento;
4) prevedere che, qualora l’amministrazione sia in difficoltà per un eccesso di richieste pervenute, i termini vengano estesi per un congruo lasso di tempo, ovvero per un massimo di tre volte.
5) prevedere, in caso di diniego da parte dell’Amministrazione, l’obbligatorietà del ricorso dinanzi alla Commissione di accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio, quale condizione di procedibilità del ricorso al TAR. Ciò al fine di deflazionare l’eventuale contenzioso e garantire al cittadino uno strumento semplice e senza costi per far valere le proprie ragioni. A seguito del provvedimento della Commissione, l’eventuale successivo ricorso al TAR dovrà essere esentato dal pagamento del contributo unificato
6) prevedere che i casi di diniego siano delimitati e specificati maggiormente dalla normativa al fine di evitare una eccessiva discrezionalità da parte della pubblica amministrazione, prevedendo altresì un obbligo di motivazione puntuale ed esaustiva del diniego stesso.

Il Governo sta intervenendo su un terreno complesso che difficilmente potrà essere oggetto di ulteriori modifiche nel breve periodo. Per questo speriamo, con questa nostra, di fornire un contributo alla definizione di un impianto per il FOIA a prova di futuro.

Nel ringraziarLa per l’attenzione, restiamo a Sua completa disposizione per un eventuale confronto ed approfondimento in materia.

Parlamentari:
Mara Mucci
Adriana Galgano
Antonio Palmieri
Pippo Civati
Giovanni Paglia
Beatrice Brignone
Andrea Maestri
Toni Matarrelli
Lorenzo Battista
Sebastiano Barbanti
Aris Prodani
Walter Rizzetto
Emanuele Prataviera
Marco Marcolin
Roberto Caon
Serenella Fucksia
Tancredi Turco
Marco Scialdone – Segretario di Agorà Digitale
Andrea Lisi – Presidente Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Conservazione digitale
Roberto Scano, Presidente IWA Italy
Marco Cappato, Filomena Gallo, Associazione Luca Coscioni