Legge Levi, la Legge Anti-Amazon

Che cos'è la legge Levi?
Nata come disegno di legge N. 2281-B, è una norma entrata in vigore dal 1 Settembre con l'approvazione del Senato. Fissa un tetto agli sconti che le librerie possono fare su tutti i tipi di libri come precisato dal suo ideatore, il Senatore Riccardo Levi (PD), già conosciuto in rete per la contestatissima "AmmazzaBlog".
Già nota ufficiosamente come "Legge Anti Amazon", sembra pensata soprattutto per ridurre la possibilità dei grandi negozi online (come quello del gigante americano, appunto, ma anche della nostrana Ibs) di operare grossi sconti sui propri prodotti.
La legge impone infatti un limite di sconto del 15 per cento sulle novità, vale a dire sui libri pubblicati negli ultimi venti mesi.
Solo in casi particolari, si potrà arrivare al 20 per cento: ad esempio per le offerte all’interno di un salone del libro o destinate a organizzazioni no profit, biblioteche, musei pubblici e scuole. Il tetto passa eccezionalmente al 25 per cento quando le campagne promozionali sono realizzate direttamente dagli editori, e per massimo un mese; non saranno comunque possibili sconti particolari a Dicembre, mese per eccellenza dell'acquisto.
Una legge che si è sviluppata in modo bipartisan, presentata dai senatori Levi e Franco Asciutti del PdL, tra le polemiche delle associazioni dei consumatori che hanno visto nelle norme un preciso intento discriminatorio nei confronti dell’e-commerce.
La legge ha precedenti in Francia con la legge Lang che fissa dal 1981 un tetto del 5% sugli sconti in libreria e online. La stessa Amazon ha dovuto scegliere tra la sua rinomata spedizione gratuita o il tasso di sconto. Anche in Germania il prezzo dei libri è fissato per legge dalla nascita dello stato federale; non c’è possibilità di alcuna promozione sia on-line che offline. A questi due paesi, ora, va ad aggiungersi anche l’Italia.Le posizioni sulla legge
Le posizioni sulla legge
Gli editori
I favorevoli - Il presidente dell'Aie, Associazione italiana editori, Marco Polillo, ha espresso grande soddisfazione per una legge che regolamenta una situazione a suo dire, "senza controllo".
E' altrettanto esplicito nel suo commento l'editore Giuseppe Laterza: “La legge consente ai rivenditori indipendenti di mettersi al riparo dalla concorrenza selvaggia e dalle massicce campagne di sconto delle grandi catene, dei supermercati e dei siti di vendita online come Amazon".
I contrari: Mario Guaraldi, titolare della Guaraldi Editore, direttore del "Giornale della Libreria", si è dimesso, in aperta polemica con la posizione espressa da Polillo nei confronti di una legge che secondo lui è «antiliberista e fuori dal mercato».
Serena Sileoni, responsabile della piccola casa editrice Liberilibri racconta: “Non riesco a credere che tanti miei colleghi abbiano salutato questa legge come un favore alla microeditoria. Che fine hanno fatto gli stimoli alla lettura? L’obiettivo non dichiarato della legge tradisce uno spirito conservatore: intende colpire il commercio elettronico, che ne farà le spese. Ai grandi editori cambierà poco, mentre proprio per i più piccoli, in occasioni importanti tra cui le fiere, le limitazioni agli sconti si riveleranno un’arma a doppio taglio”.
"Chiaramente questa legge parla la lingua di un Paese che ancora non ha una strategia complessiva di marketing del libro via internet”, sostiene Giulio Blasi, esperto di editoria digitale. "Il problema non è solo italiano ma europeo: le leggi protezionistiche sono il segno di un’incapacità di competere sul terreno di sviluppo del mercato. L’Europa non ha armi per competere con Amazon, Google, Apple sul terreno dell’intermediazione dei contenuti. Difendere i più piccoli? Fuorviante: prima o poi tutti dovranno competere, e intanto proprio i negozi su internet come Amazon sono la speranza del libro di qualità."
Le librerie online
Il popolare sito di e-commerce ha deciso di intraprendere una forte campagna di sconti che da molti è stata interpretata come un segno di protesta contro la nuova normativa. Amazon.it ha infatti disposto tagli ai prezzi di copertina fino al 40% su oltre 9mila titoli presenti nei cataloghi degli editori Mondadori, Bompiani, BUR e TEA. Martin Angioni, country-manager per l'Italia dice."Non solo è sbagliato che lo Stato intervenga sul prezzo nel mercato editoriale, ma se è vero che il problema è che la domanda di libri non cresce, allora questa legge non fa nulla a beneficio dei lettori reali e potenziali”. Aggiunge poi. "“Noi preferiamo operare in mercati che assicurano migliori condizioni di concorrenza e dove la più ampia fascia di pubblico possa comprare."
Le Associazioni
Vincenzo Donvito, presidente di Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), si scaglia contro una norma che ritiene dannosa per i lettori e per il mercato. C’è chi nota una contraddizione con la campagna dello stesso governo, mirata a far leggere più libri. Leggi come cibo della mente, è stato lo slogan della campagna. Ma se i prezzi dei libri salgono, siamo proprio sicuri che i consumatori compreranno?
L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), attraverso il presidente Carlo Pileri: “Fissare per legge un tetto agli sconti in un settore, quello dei libri, già fortemente in crisi è assurdo e anticoncorrenziale - dichiara Pileri - per questo invochiamo l’intervento dell’Antitrust, riteniamo che il tetto violi le regole di mercato e della concorrenza. A pagare dazio saranno principalmente i consumatori, che già spendono in media l’8% in più che nel resto d’Europa per l’acquisto di un bestseller."
I liberali dell’Istituto Bruno Leoni sostengono che la legge "si profila come irragionevole secondo l'articolo 3 della Costituzione, restringendo il mercato dei libri e rendendolo meno accessibile a quanti oggi, tra la popolazione meno abbiente, vengono agevolati all’acquisto da sconti invitanti”. Inoltre, sottolineano come la legge potrebbe diventare un boomerang proprio per la piccola editoria che dovrebbe tutelare. "Questi soggetti riescono ancora a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato basate, ad esempio, su promozioni in occasione di qualche anniversario, sulla fidelizzazione di clienti affezionati che meriterebbero un trattamento di riguardo, sull'accessibilità del commercio elettronico, insomma sulla libertà di concepire un mercato atipico che, con un po' di fantasia e coraggio, possa affiancarsi ai grandi marchi e fare la sua parte nella promozione della cultura".
I Politici
I favorevoli: Dario Franceschini, presidente del Gruppo PD della Camera: "Il mondo del libro puo' tirare un sospiro di sollievo. Grazie alla nuova legge Levi sul prezzo del libro da oggi editori, librai, lettori e autori sono tutti piu' protetti e l'Italia sa che potra' continuare a contare su un'offerta culturale ricca, diversificata e plurale. Merito di questo successo e di questa legge va all'on. Ricardo Franco Levi del Pd che l'ha voluta, l'ha firmata e ha contribuito a portare alla fine le Camere ad un voto unanime con un attento ascolto delle voci di tutti gli attori del mercato del libro e con un tenace lavoro parlamentare". Lo stesso Levi. "Abbiamo ascoltato e poi abbiamo fatto il nostro dovere di legislatori e credo che la politica questa volta abbia lavorato bene."
I contrari: Il senatore Poretti (PD). "Anche a nome del collega Perduca, preannuncio l'astensione dal voto su un provvedimento corporativo e protezionista, che salvaguarda indebiti privilegi a favore del settore dell'editoria."
Risorse Utili
Il link alla norma.
Petizione dell'istituto Bruno Leoni indirizzata al Presidente della Repubblica.
Altra petizione da Petizionionline.it
Intervista video al senatore Levi.
Resoconto stenografico della seduta.
Agorà Digitale ha intenzione di essere presente e adoperarsi per una revisione della norma.
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