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	<title>Agorà Digitale - Take action. Be involved.</title>
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		<title>&#8220;L&#8217;OpenGov è un&#8217;altra cosa&#8221;, la società accelera</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un monitoraggio sugli impegni assunti dal Governo nell&#8217;ambito del primo action plan dell&#8217;Open Government Partership è l&#8217;iniziativa lanciata da una larga serie di associazioni e personalità impegnate nell&#8217;apertura dei procedimenti decisionali ai cittadini. Obiettivo: il salto di qualità nei rapporti tra Governo e società, trascurato per troppo tempo nel nostro Paese. A fine mese il Forum Pa di Roma; Agorà Digitale ci sarà L&#8217;interazione tra Governo e società civile necessita di un cambio di passo. E&#8217; da questa premessa che parte l&#8217;inziativa lanciata nelle scorse ore da una serie di soggetti impeganti nella promozione dell&#8217;Open Government in Italia. Nello specifico,<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/lopen-gov-e-unaltra-cosa-la-societa-civile-accelera/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>Un monitoraggio sugli impegni assunti dal Governo nell&#8217;ambito del primo action plan dell&#8217;Open Government Partership è l&#8217;iniziativa lanciata da una larga serie di associazioni e personalità impegnate nell&#8217;apertura dei procedimenti decisionali ai cittadini. Obiettivo: il salto di qualità nei rapporti tra Governo e società, trascurato per troppo tempo nel nostro Paese. A fine mese il Forum Pa di Roma; Agorà Digitale ci sarà</strong></p>
<p dir="ltr">L&#8217;interazione tra Governo e società civile necessita di un cambio di passo. E&#8217; da questa premessa che parte l&#8217;inziativa lanciata nelle scorse ore da una serie di soggetti impeganti nella promozione dell&#8217;Open Government in Italia. Nello specifico, si tratta di un monitoraggio degli impegni assunti dal Governo italiano in merito al <a href="http://www.lineaamica.gov.it/ditecicome/ogp/" target="_blank"><strong>primo action plan</strong></a> realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;adesione <a href="http://www.opengovpartnership.org/" target="_blank"><strong>all&#8217;Open Government Partership</strong></a>, l&#8217;accordo multilaterale che punta a rendere più aperto, partecipato e trasparente il proceso di governo nei Paesi aderenti.</p>
<p dir="ltr">Uno slancio che segue quanto già fatto da Ngo di altri Paesi; su tutti, <a href="http://www.openthegovernment.org/sites/default/files/NAP%20Final%20Evaluation.pdf" target="_blank"><strong>valga l&#8217;esempio degli Stati Uniti</strong></a>.</p>
<p dir="ltr">La collaborazione non è, infatti, solo uno dei tre pilastri della teoria del Governo Aperto, ma è uno dei cardini dell’azione <a href="http://www.opengovpartnership.org/" target="_blank"><strong>dell’Open Government Partnership</strong></a> nel cui ambito è previsto un ruolo attivo della società civile, chiamata a collaborare alla definizione degli action plan dei singoli Stati e al monitoraggio degli impegni presi.</p>
<blockquote lang="it" class="twitter-tweet"><p>La società civile USA non fa sconti al Governo di @<a href="https://twitter.com/barackobama">barackobama</a> e chiede coerenza su <a href="https://twitter.com/search/%23opengovernment">#opengovernment</a> <a title="http://bit.ly/10xKpo3" href="http://t.co/RW6JgI4pPd">bit.ly/10xKpo3</a></p>
<p>— Ernesto Belisario (@diritto2punto0) <a href="https://twitter.com/diritto2punto0/status/334578940305891328">15 maggio 2013</a></p></blockquote>
<p dir="ltr">Purtroppo, però, a distanza di un anno dal primo meeting annuale di Open Government Partership è doveroso rilevare che il coinvolgimento della società civile italiana è stato effettuato sporadicamente e in modo poco convinto ed efficace rispetto a quanto previsto da Ogp.</p>
<p dir="ltr">Non ci si riferisce soltanto alle consultazioni pubbliche aperte in occasione del primo action plan e prima del <a href="http://www.agoradigitale.org/open-government-citizen-government/" target="_blank"><strong>meeting di dicembre 2012</strong></a> (che nessun seguito hanno avuto), ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; alla mancata istituzionalizzazione di spazi di incontro e confronto sui temi della partecipazione a <a href="http://www.agoradigitale.org/open-government-citizen-government/" target="_blank"><strong>Open Government Partnership</strong></a>, oltre che &#8211; più in generale &#8211; sulle tematiche del governo aperto; nessun procedimento di consultazione è stato avviato nemmeno in occasione dell’adozione di atti importanti e relativi all’attuazione dell’action plan italiano (come<a href="http://www.agoradigitale.org/il-governo-ha-accolto-i-nostri-emendamenti/" target="_blank"><strong> il recente D. Lgs. n. 33/2013 in materia di trasparenza</strong></a>).</p>
<p dir="ltr"><strong><a href="http://www.agoradigitale.org/open-government-citizen-government/" target="_blank">GUARDA &#8211; Il report multimediale dell&#8217;Open Government Partnership di Roma</a></strong></p>
<p dir="ltr">Tra i promotori dell&#8217;iniziativa figurano <strong><a href="https://twitter.com/lucanicotra" target="_blank">Luca Nicotra</a>, </strong>segretario di Agorà Digitale<strong>, <a href="https://twitter.com/diritto2punto0" target="_blank">Ernesto Belisario</a>, <a href="https://twitter.com/guidoromeo" target="_blank">Guido Romeo</a>, <a href="https://twitter.com/guidoscorza" target="_blank">Guido Scorza</a>, <a href="https://twitter.com/stefanoepifani" target="_blank">Stefano Epifani</a> </strong>e<strong> <a href="https://twitter.com/fama_andrea" target="_blank">Andrea Fama</a>, </strong>ma<strong> è possibile segnalare la propria disponibilità a contribuire inviando una mail a <strong><a href="mailto:report@opengovernmentforum.it">report@opengovernmentforum.it</a></strong> entro giovedì 16 maggio 2013.</strong></p>
<p dir="ltr">La speranza è quella di dimostrare che la società civile italiana è pronta ad assumersi la responsabilità di questo importante ruolo. Tale monitoraggio si concluderà con la pubblicazione di un documento. E magari l0occasione per rafforzare la rete dei partecipanti sarà la 24esima edizione del <a href="http://iniziative.forumpa.it/landing/lasfida_della_trasparenza/" target="_blank"><strong>Forum Pa che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 maggio</strong></a> prossimi. Agorà Digitale ci sarà per portare tutta l&#8217;esperienza accumulata negli ultimi mesi con iniziative come la <a href="http://www.agoradigitale.org/rassegna-1-febbraio/" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a>.</p>
<p dir="ltr">E&#8217; quando centinaia di volontari <a href="http://www.agoradigitale.org/investointrasparenza-436-volte-grazie/" target="_blank"><strong>decidono di sposare un progetto</strong></a> che capisci <a href="http://eradellatrasparenza.it/" target="_blank"><strong>quali potenzialità si nascondono</strong></a> tra i cittadini. Sfruttare queste potenzialità, per la Pubblica amministrazione, non è solo un&#8217;opportunità, ma un dovere.</p>
<blockquote lang="it" class="twitter-tweet"><p>Engaging civil society in the UK&#8217;s OGP action plan <a title="http://blog.opengovpartnership.org/2013/05/critical-components-for-engaging-civil-society-in-the-national-action-plan/" href="http://t.co/C6dPALKITi">blog.opengovpartnership.org/2013/05/critic…</a> by @<a href="https://twitter.com/sburall">sburall</a> <a href="https://twitter.com/search/%23opengov">#opengov</a></p>
<p>— Open Gov Partnership (@opengovpart) <a href="https://twitter.com/opengovpart/status/332885727157313536">10 maggio 2013</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agcom e regolamento, noi ci saremo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 15:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Usa si confermano sponsor ufficiale del provvedimento antipirateria dell&#8217;Authority per le Comunicazioni. Mentre Agorà Digitale si prepara a partecipare al workshop del 24 maggio prossimo Solo pochi giorni fa l’office of the United States Trade representative ha diffuso il suo ormai tradizionale Special 301, lista dei “nemici del copyright” sparsi per il mondo. Se l’Ucraina viene indicata come pericolo numero uno e una lunga serie di Paesi viene messa all’indice, l’Italia viene inserita nella “watch list”, la lista degli Stati sotto osservazione. Come l’anno scorso e come l’anno prima. Le motivazioni sono chiarissime: Nonostante l’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) abbia fatto<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-regolamento-noi-ci-saremo/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli Usa si confermano sponsor ufficiale del provvedimento antipirateria dell&#8217;Authority per le Comunicazioni. Mentre Agorà Digitale si prepara a partecipare al workshop del 24 maggio prossimo</strong></p>
<p>Solo pochi giorni fa l’office of the United States Trade representative <strong><a href="http://punto-informatico.it/3783378/PI/News/usa-nuovi-sospetti-della-pirateria.aspx" target="_blank">ha diffuso</a></strong> il suo ormai tradizionale <a href="http://www.ustr.gov/sites/default/files/05012013%202013%20Special%20301%20Report.pdf" target="_blank"><strong>Special 301</strong></a>, lista dei “nemici del copyright” sparsi per il mondo. Se l’Ucraina viene indicata come pericolo numero uno e una lunga serie di Paesi viene messa all’indice, l’Italia viene inserita nella “watch list”, la lista degli Stati sotto osservazione. Come l’anno scorso e come l’anno prima. Le motivazioni sono chiarissime:</p>
<blockquote><p>Nonostante l’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) abbia fatto progressi tra il 2011 e l’inizio del 2012 con un regolamento mirato a combattere la pirateria online, questo procedimento è ancora in fase di stallo. Questo fa sì che i titolari del diritto d’autore debbano affrontare grosse sfide per creare meccanismi efficaci contro la pirateria su Internet. Gli Stati Uniti incoraggiano l’adozione di provvedimenti che riducano i tempi di giudizio nelle controversie sul diritto d’autore nei tribunali italiani e garantiscano che si arrivi a sentenze definitive”.</p></blockquote>
<p>In poche parole, il regolamento antipirateria abbozzato, caldeggiato e poi <a href="http://lareteingabbia.net/2012/05/03/la-resa-di-calabro-e-lintervento-dellonu/" target="_blank"><strong>abbandonato dall’ex presidente Agcom Corrado Calabrò</strong></a> e ora ripreso dalla nuova Authority di Marcello Cardani mantiene saldo il suo sponsor principale: Washington.</p>
<blockquote lang="it" class="twitter-tweet"><p><a href="https://twitter.com/search/%23agcom">#agcom</a> di nuovo il regolamento sul copyright in rete. Ma non bisognava rivedere prima la legge?</p>
<p>— nicola d&#8217;angelo (@nicoladangelo97) <a href="https://twitter.com/nicoladangelo97/status/326820973909254145">23 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Ma restano saldi ai loro posti anche tutti i pezzi di società che non hanno alcuna intenzione di veder calare questa mannaia sull’ecosistema dell’Internet di casa nostra e la combattono da anni. E mentre Altroconsumo aggregga attorno a sé altre associazioni e soggetti per il lancio di<a href="http://www.altroconsumo.it/hi-tech/nc/news/diritto-d-autore-online-altroconsumo-insiste-per-la-moratoria" target="_blank"><strong> una petizione diretta all’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni</strong></a>, Agorà Digitale si prepara a partecipare al workshop che l’Authority ha <a href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-censura-ci-vediamo-il-24-maggio/" target="_blank"><strong>organizzato per il 24 maggio prossimo</strong></a>.</p>
<p>Si prospetta lunga e intensa la giornata alla Camera dei Deputati, con la partecipazione (tanto per rimanere in tema) dell&#8217;assissant dello Us Trade representative per la proprietà intellettuale, Stanford McCoy, del commissario europeo Kerstin Jorna e del direttore giuridico della transalpina Hadopi, Sarah Jacquier.</p>
<p>Sarà questa l&#8217;occasione per capire a che punto si trova l&#8217;iter del regolamento antipirateria, dopo gli <a href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-copyright-la-ricreazione-e-finita/" target="_blank"><strong>annunci</strong></a> e le <a href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-censura-ci-vediamo-il-24-maggio/" target="_blank"><strong>smentite</strong> </a>delle scorse settimane. Un momento fondamentale per scongiurare che il percorso dell&#8217;Authority sia ancora una volta orientato verso la messa a punto di regole che <a href="http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete/" target="_blank"><strong>ignorano lo stato di diritto in materia di libertà di espressione bypassando il potere giudiziario</strong></a> in nome del copyright.</p>
<blockquote lang="it" class="twitter-tweet"><p>@<a href="https://twitter.com/agcomunica">agcomunica</a> Ma allora da cosa derivava la sicurezza di <a href="https://twitter.com/search/%23Preto">#Preto</a> nel parlare dei tempi dimezzati? Solo &#8220;male interpretato&#8221;dalla stampa?</p>
<p>— Agorà Digitale (@agoradigitale) <a href="https://twitter.com/agoradigitale/status/327471680719040512">25 aprile 2013</a></p></blockquote>
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		<title>#InvestoInTrasparenza, 436 volte grazie</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 10:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto, grazie. Grazie ai 436 donatori che hanno deciso di investire i loro soldi per la costruzione di una nuova fase de L&#8217;Era della Trasparenza. È solo con il loro contributo che possiamo oggi mettere nella nostra agenda gli ambiziosi obiettivi che intendiamo inseguire con la seconda parte di un&#8217;esperienza che solo tre mesi fa ci aveva fatto esclamare: &#8220;Wow, qui c&#8217;è una enorme comunità disposta ad affiancarci nella lotta per un Paese più trasparente&#8221;. Le due settimane di raccolta fondi di #InvestoInTrasparenza, che si sono concluse alla Mezzanotte di domenica 28 aprile, hanno infatti confermato la massiccia mobilitazione che<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/investointrasparenza-436-volte-grazie/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto, grazie. Grazie ai <b>436 donatori</b> che hanno deciso di <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>investire i loro soldi per la costruzione di una nuova fase de L&#8217;Era della Trasparenza</strong></a>. È solo con il loro contributo che possiamo oggi mettere nella nostra agenda gli ambiziosi obiettivi che intendiamo inseguire con la seconda parte di un&#8217;esperienza che solo tre mesi fa ci aveva fatto esclamare: &#8220;Wow, qui c&#8217;è una enorme comunità disposta ad affiancarci nella lotta per un Paese più trasparente&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>Le due settimane di raccolta fondi</strong></a> di <a href="https://twitter.com/search?q=%23investointrasparenza&amp;src=hash" target="_blank"><strong>#InvestoInTrasparenza</strong></a>, che si sono concluse alla Mezzanotte di domenica 28 aprile, hanno infatti confermato la massiccia mobilitazione che a gennaio diede vita alla <a href="http://www.eradellatrasparenza.it/report.html" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a>. Due settimane <a href="http://www.agoradigitale.org/dietro-le-quinte-di-investointrasparenza/" target="_blank"><strong>durante le quali il team ha dato tutto</strong></a> per reperire le risorse necessarie a compiere un autentico salto di qualità nella nostra azione.</p>
<p>Preziosa anche la generosità di chi ha deciso di &#8220;metterci la faccia&#8221; invitando la propria rete a donare. Tra gli altri, i deputati <a href="http://youtu.be/WYv6FDamESU" target="_blank"><strong>Stefano Quintarelli</strong></a> e <a href="http://youtu.be/CnpaXhdMCHA" target="_blank"><strong>Paolo Coppola</strong></a>, ma anche <a href="http://youtu.be/EZiaoUA-eQc" target="_blank"><strong>gli emigrati come Niccolò Beduschi</strong></a>, <a href="http://youtu.be/seTxQGX-jlw" target="_blank"><strong>gli imprenditori come Stefania Milo</strong></a> e <a href="http://youtu.be/KIKM2iZ0Xu0" target="_blank"><strong>i bambini che già si rendono conto di quanto male faccia la corruzione al Paese</strong></a>.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/g6ikKMAFuoo" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Nello specifico, grazie al vostro sostegno <b>possiamo puntare dritti al monitoraggio di 2238 Pa</b> tra Comuni, Regioni, scuole e ospedali, solo per citare alcune delle tipologie di ente pubblico presenti nella penisola. Vogliamo mappare quelle virtuose e quelle che invece non hanno ancora afferrato il valore della liberazione dei dati custoditi nei loro database.</p>
<p>Passo dopo passo punteremo a consentire un controllo senza precedenti su ogni singola spesa di ciascuna amministrazione, combattendo sprechi, corruzione e dando ai cittadini finalmente la possibilità di decidere come viene impiegato il denaro pubblico.<img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/05/Imagine-1024x407.png" alt="" title="Imagine" width="580" height="230" class="aligncenter size-large wp-image-4202" /></p>
<p>Un impegno al quale si affianca quello del coinvolgimento diretto di politici ed amministratori. Anche qui, se durante la <a href="http://www.eradellatrasparenza.it/report.html" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a> abbiamo ottenuto una firma sul Patto per gli Open Data da parte di dodici tra deputati e senatori, <b>possiamo ora esercitare la giusta pressione su 137 dei nostri rappresentanti</b> affinché si impegnino in prima persona a far rispettare le più recenti (e potenzialmente rivoluzionarie) disposizioni sugli Open Data.</p>
<p>Parliamo delle imposizioni contenute nel Decreto unico di riordino della Trasparenza in vigore da sabato 20 aprile, che il governo Monti ha approvato il 14 febbraio scorso e che, senza <a href="http://www.agoradigitale.org/il-governo-approva-i-nostri-emendamenti/"><b>il nostro intervento</b></a>, avrebbe fatto saltare il banco della liberazione dei dati della Pubblica amministrazione italiana. Comuni, Regioni, ministeri e ospedali non potranno dunque più tenere per sé le informazioni relative alle spese che effettuano, pena l’annullamento di tutti i pagamenti.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Oggi entra in vigore il <a href="https://twitter.com/search/%23decretotrasparenza">#decretotrasparenza</a> (D. Lgs. 33/2013). Buon adeguamento a tutti (PA, cittadini, giornalisti) <a href="http://t.co/701e3KbsEI" title="http://www.decretotrasparenza.it">decretotrasparenza.it</a></p>
<p>— Ernesto Belisario (@diritto2punto0) <a href="https://twitter.com/diritto2punto0/status/325517362512162816">20 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Ma bisogna andare anche oltre, spingendo per l&#8217;approvazione di un <b>Freedom of Information Act italiano</b>, e questo proprio arruolando un numero di parlamentari abbastanza ampio da formare un virtuale <b>&#8220;Intergruppo per la trasparenza&#8221; tra Montecitorio e Palazzo Madama</b>.</p>
<p>La carne al fuoco è parecchia, ma numerose sono oramai anche le esperienze di partecipazione e mobilitazione della comunità orientate a rendere più trasparente l&#8217;amministrazione della cosa pubblica in Italia.</p>
<p>Sempre più larga la schiera dei cittadini che hanno compreso il valore della liberazione dei dati della Pa, pratica che limita la corruzione e gli sprechi, apre ad un ruolo più attivo del cittadino permettendo all&#8217;apparato pubblico di considerarlo una risorsa, potenzia la democrazia e, non ultimo, crea valore economico per tutte le persone e i professionisti che sapranno inventarsi un utilizzo dei dati stessi.</p>
<p>Con questo bagaglio e il vostro sostegno siamo pronti a traghettare l&#8217;Italia in una nuova era di trasparenza. Nel frattempo, <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>la pagina per le donazioni resta attiva</strong></a> con un obiettivo preciso: portare entro la fine dell&#8217;anno la comunità a mille membri. <b>Stay tuned, la rivoluzione è alle porte!</b></p>
<p><b></b><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/bgaAHeA_qlw" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
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		<title>Agcom e censura, ci vediamo il 24 maggio</title>
		<link>http://www.agoradigitale.org/agcom-e-censura-ci-vediamo-il-24-maggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 11:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sensazione è che qualcuno in Agcom abbia detto più di quanto avrebbe dovuto, tornando poi precipitosamente sui propri passi perché la volontà è quella di lavorare a fari spenti. Ma siccome in ballo c&#8217;è la libertà di milioni di utenti (cittadini!) della rete italiana conviene accendere gli abbaglianti. L&#8217;Agcom è infatti in procinto di partorire un nuovo regolamento antipirateria che potrebbe avere tutte le più minacciose fattezze di quello che, dopo un&#8217;estenuante lotta, era stato bloccato durante la gestione Calabrò. Un percorso durato anni con la strenua opposizione di un&#8217;intera comunità al tentativo dell&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-censura-ci-vediamo-il-24-maggio/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sensazione è che qualcuno in Agcom abbia detto più di quanto avrebbe dovuto, tornando poi precipitosamente sui propri passi perché la volontà è quella di lavorare a fari spenti. Ma siccome in ballo c&#8217;è la libertà di milioni di utenti (cittadini!) della rete italiana conviene accendere gli abbaglianti. L&#8217;Agcom è infatti in procinto di partorire un nuovo regolamento antipirateria che potrebbe avere tutte le più minacciose fattezze di quello che, dopo un&#8217;estenuante lotta, era stato bloccato durante la gestione Calabrò.</p>
<p>Un percorso durato anni con <a href="http://www.agoradigitale.org/nocensura/" target="_blank"><strong>la strenua opposizione di un&#8217;intera comunità</strong></a> al tentativo dell&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di combattere la pirateria scavalcando le basilari regole dello stato di diritto. Interpretando in maniera estensiva le deleghe del decreto Romani, infatti, l&#8217;Authority puntava a decidere in sede amministrativa <a href="http://www.agoradigitale.org/sites/default/files/nuovoprocedimentoAGCOM.pdf" target="_blank"><strong>l&#8217;eliminazione di contenuti sospettati di violare il diritto d&#8217;autore online, senza curarsi troppo del rispetto della libertà di espressione degli utenti</strong></a>.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/__1UD4Kn3FU" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Anche alla luce delle <a href="http://www.agoradigitale.org/lanottedellarete/" target="_blank"><strong>ripetute opposizioni</strong></a>, Calabrò si arrese, <a href="http://lareteingabbia.net/2012/05/03/la-resa-di-calabro-e-lintervento-dellonu/" target="_blank"><strong>ammettendo di non avere le necessarie deleghe ad agire stoppa il provvedimento</strong></a>. A metà dell&#8217;anno scorso l&#8217;Agcom ha rinnovato le sue fila (con un procedimento che rispetta in pieno la logica lottizzatrice <a href="http://www.agoradigitale.org/opennomine-i-profili-dei-candidati-agcom-privacy-liberati-voi/" target="_blank"><strong>nonostante i movimenti contrari</strong></a>) e solo un mese fa <a href="http://www.agoradigitale.org/lagcom-ci-riprova/" target="_blank"><strong>il commissario Antonio Martusciello annunciava trionfante</strong></a> un&#8217;imminente impegno dell&#8217;authority contro la pirateria, visti i &#8220;danni devastanti che produce al sistema&#8221;. Danni che ovviamente sono sempre stimati sui numeri forniti dalle major, quelli che considerano ogni copia scambiata illegalmente come direttamente sottratta alla vendita.</p>
<p>Il fatto che l&#8217;Agcom sia al lavoro <a href="http://www.agoradigitale.org/agcom-e-copyright-la-ricreazione-e-finita/" target="_blank"><strong>è stato confermato pochi giorni dopo da Angelo Cardani</strong></a>, che ha promesso un provvedimento entro l&#8217;estate, con motivazioni davvero incredibili: &#8220;Il Parlamento precedente &#8211; afferma Cardani &#8211; nonostante sia proprio quella la sede adatta a tale dibattito, non ha voluto occuparsene. E quello nuovo non si capisce cosa vuole fare. I tecnici a questo punto faranno il loro mestiere”.</p>
<p>Come a dire: sicuramente è dove si esprime al massimo livello la rapprsentanza democratica che bisogna affrontare l’annoso e fondamentale tema della riforma di una delicata disciplina come quella del diritto d’autore (ferma alla legge 633 del 1941) nell’era digitale; ma cosa volete, lí sono bloccati, lo facciamo noi. E questo ignorando completamente il problema della delega.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search/%23agcom">#agcom</a> di nuovo il regolamento sul copyright in rete. Ma non bisognava rivedere prima la legge?</p>
<p>— nicola d&#8217;angelo (@nicoladangelo97) <a href="https://twitter.com/nicoladangelo97/status/326820973909254145">23 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Il 16 aprile scorso le prime informative. Mercoledì 24 aprile sono arrivate le indiscrezioni: su Repubblica <a href="http://punto-informatico.it/3776245/PI/News/agcom-vuole-guerra-lampo-alla-pirateria.aspx" target="_blank"><strong>si parla di procedimenti lampo</strong></a> che mirano a dimezzare i tempi per la rimozione di file considerati in violazione di diritto d&#8217;autore. Parola del commissario Antonio Preto. Nella stessa sede è stata annunciata la presentazione del provvedimento entro il 24 maggio. In poche ore <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/17/copyright-in-rete-lagcom-ci-riprova/565134/#" target="_blank"><strong>si sollevavano le proteste</strong></a> di chi temeva un nuovo fronte aprirsi all&#8217;orizzonte, alle quali faceva seguito, e torniamo al punto di partenza, <a href="http://scorza.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/24/agcom-avanti-tutta-e-poi-dietro-front-sul-processo-lampo-ai-pirati/" target="_blank"><strong>il brusco dietrofront di Preto e della sua authority</strong></a>.</p>
<p>Smentite che evidentemente non possono bastare a chi esprime la propria preoccupazione per provvedimenti che incidono in maniera radicale sulla circolazione dei contenuti in rete. E, attenzione, non si tratta di difendere la pirateria, ma di mettere a punto soluzioni che non vadano ad assecondare la sete di sangue delle major tutelando artisti ed autori ma, al contempo, le potenzialità delle nuove tecnologie e la libertà di chi ne fa uso.</p>
<p>Il 24 maggio, secondo la nuova versione ufficiale, ci sarà soltanto un &#8220;workshop che vedrà la partecipazione di esperti italiani e internazionali, chiamati a discutere di questo tema e a fornire materiale utile a definire le linee di un possibile intervento in un confronto libero e trasparente&#8221;.</p>
<p>Trasparenza che invece, da parte nostra, non rileviamo affatto e alla quale si affianca la crescente consapevolezza di dover tenere gli occhi aperti. E la mobilitazione è pronta.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>@<a href="https://twitter.com/agcomunica">agcomunica</a> Ma allora da cosa derivava la sicurezza di <a href="https://twitter.com/search/%23Preto">#Preto</a> nel parlare dei tempi dimezzati? Solo &#8220;male interpretato&#8221;dalla stampa?</p>
<p>— Agorà Digitale (@agoradigitale) <a href="https://twitter.com/agoradigitale/status/327471680719040512">25 aprile 2013</a></p></blockquote>
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		<title>Libero tweet in libero Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 08:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Ciaffone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo l&#8217;ultimo libro di Gianni Riotta, &#8220;Il Web ci rende liberi?&#8221;, dopo aver fatto una scorpacciata di articoli sul ruolo che avrebbero giocato i social media, Twitter su tutti, nel percorso che ha portato alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. Mi colpisce questo passaggio: La tecnologia esalta, arricchisce e dà forza a fermenti che sono già attivi nella società, non sa crearli da zero dove non esistono. È catalizzatore, enzima, non motore immobile&#8221;. Insomma, sui social network e sui nuovi strumenti digitali in generale sembrano cambiare direzione e modalità di comunicazione e spesso anche i linguaggi e i contenuti,<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/libero-tweet-in-libero-stato/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo l&#8217;ultimo libro di Gianni Riotta, &#8220;Il Web ci rende liberi?&#8221;, dopo aver fatto una scorpacciata di articoli sul ruolo che avrebbero giocato i social media, Twitter su tutti, nel percorso che ha portato alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. Mi colpisce questo passaggio:</p>
<blockquote><p>La tecnologia esalta, arricchisce e dà forza a fermenti che sono già attivi nella società, non sa crearli da zero dove non esistono. È catalizzatore, enzima, non motore immobile&#8221;.</p></blockquote>
<p>Insomma, sui social network e sui nuovi strumenti digitali in generale sembrano cambiare direzione e modalità di comunicazione e spesso anche i linguaggi e i contenuti, ma non le pulsioni, le ragioni e i pensieri di chi decide di comunicare qualcosa al decisore di turno. E questo vale anche per i 516mila tweet sull&#8217;elezione del Capo dello Stato inviati da oltre 110mila utenti (numeri ricavati da un sondaggio della <a href="http://www.parsit.it/" target="_blank"><strong>Parsit</strong></a>).</p>
<p>Eppure Twitter sembra essere stato dipinto come la variabile indipendente, un convitato di pietra, un mostro venuto da un altro pianeta per sconvolgere (in maniera decisiva) i più consumati iter di trattative quirinalizie. Personalmente credo che la volontà di dipingerlo così deriva da opposte (e omologhe) malizie politiche. Al rifiuto che parte del nostro sistema politico ha riservato all&#8217;onda cinguettante si contrappone infatti una speculare sopravvalutazione del mezzo da parte degli avversari.</p>
<p>Insomma, la volontà di far passare Twitter come decisivo <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/" target="_blank"><strong>è stata per alcuni il capro espiatorio per i propri errori</strong></a>, per altri la fantomatica controprova di quanto vanno dicendo da tempo, e cioè che la rete può sostituirsi alle tradizionali forme di aggregazione politica (insieme che non è totalmente ricompreso dai partiti, ma nel quale i partiti stessi sono compresi).</p>
<p>Ma anche dando per buona l&#8217;ipotesi che vede Twitter aver svolto un ruolo nelle decisioni prese dai grandi elettori in un senso o nell&#8217;altro, non sarebbe stato possibile, e questo è un dato decisivo, senza un intero sistema mediatico che per giorni ha rilanciato su quotidiani, radio e televisioni cinguetti e aggiornamenti di status. Senza i media tradizionali quello che accadeva su Internet sarebbe probabilmente rimasto nell&#8217;ombra.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Ma se invece che via Twitter le proteste fossero arrivate per raccomandata, i capi del Pd se la sarebbero presa con le Poste? (Cucciniello)</p>
<p>— Alessandro Gilioli (@piovonorane) <a href="https://twitter.com/piovonorane/status/326362257703464962">22 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Quella che sto interiorizzando è quindi una visione laica del web e delle persone che lo utilizzano: esso è parte di un più ampio ecosistema mediale e sociale e riproduce pregi e difetti, potenzialità e limiti di entrambi. Ha un&#8217;influenza, insomma, solo all&#8217;interno di un sistema. I tweet non viaggiano dentro una prateria disabitata e non vengono prodotti da macchine.</p>
<p>E, <a href="http://www.agoradigitale.org/al-quirinale-entra-il-popolo-della-rete/" target="_blank"><strong>non ci stancheremo mai di ripeterlo</strong></a>, non esiste un &#8220;popolo del Web&#8221; o un &#8220;Twitter insorge&#8221;; in quegli spazi si riproducono un&#8217;intera società e tutte le sue divisioni e sfumature. La differenza, alla fine, la fanno comunque le persone, cittadini e politici, ognuno nel proprio ruolo. Ognuno decide se usare i nuovi media per dare un contributo o semplicemente gridare la propria indignazione, così come si può decidere di tapparsi occhi ed orecchie di fronte alla paura di essere criticati.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Non è ancora tutto perduto: ora il popolo di twitter si attiva all&#8217;unisono e impone a Napolitano il nome del nuovo Premier</p>
<p>— massimo mantellini (@mante) <a href="https://twitter.com/mante/status/326949707140190208">24 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">E qui si passa alle modalità con le quali viene portata avanti l&#8217;azione di Agorà Digitale, che nel nome stesso rivendica la realtà mediata dalle nove tecnologie come &#8220;piazza&#8221; e non come omogeneo &#8220;popolo&#8221;. Una piazza dove si discute, ci si scontra, ci si rapporta con una realtà esterna e con tutte le dinamiche sociali che attengono allo specifico del mezzo. E questo con un unico obiettivo: contribuire al progresso sociale e politico di un Paese che deve immergersi completamente nella nuova realtà digitale.</p>
<p style="text-align: left;">Ma il progresso non avviene con gli strumenti, avviene con l&#8217;utilizzo di questi stessi strumenti da parte delle persone, <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>che grazie a questi stessi strumenti possono partecipare ai processi decisionali</strong></a>. Non sostituirvisi, non abbattendoli. Ma, ribadisco, partecipandovi.</p>
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		<title>Al Quirinale entra il popolo della rete</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 12:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Stornelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[popolo della rete]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; I contorti giorni che hanno riportato Giorgio Napolitano al Quirinale hanno visto scontrarsi punti di vista contrapposti sul ruolo che i social media hanno rappresentato per l&#8217;esito della scelta. E, incredibilmente, hanno allargato una breccia nell&#8217;opinione pubblica portando alla ribalta l&#8217;argomento Twitter. Succede quindi che Nicola Stumpo, dirigente PD vicino a Bersani, dica: &#8220;non abbiamo ceduto ai tweet&#8220;, come se i tweet fossero entità che vivono di vita propria e non pensieri di persone fisiche e magari alcune di queste, guarda un pò, sono pure elettori del PD. Oppure che Federico Fornaro, senatore sempre del PD, si lamenti del<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/al-quirinale-entra-il-popolo-della-rete/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I contorti giorni che hanno riportato Giorgio Napolitano al Quirinale hanno visto scontrarsi punti di vista contrapposti sul ruolo che i social media hanno rappresentato per l&#8217;esito della scelta. E, incredibilmente, hanno allargato una breccia nell&#8217;opinione pubblica portando alla ribalta l&#8217;argomento Twitter.</p>
<p>Succede quindi che Nicola Stumpo, dirigente PD vicino a Bersani, dica: &#8220;<strong>non abbiamo ceduto ai tweet</strong>&#8220;, come se i tweet fossero entità che vivono di vita propria e non pensieri di persone fisiche e magari alcune di queste, guarda un pò, sono pure elettori del PD. Oppure che Federico Fornaro, senatore sempre del PD, si lamenti del mailbombing in atto per spingere la candidatura di Rodotà come di &#8220;un attacco informatico sotto forma di mail seriali che nulla a che vedere con l&#8217;esigenza di riattivare un rapporto dialettico e democratico tra elettori ed eletti&#8221;.</p>
<p>Oppure ancora che giornalisti come Nicola Porro intravedano addirittura una presunta &#8220;dittatura della Rete&#8221;, nella quale l&#8217;agenda politica è dettata più dai followers, dalla definizione di coloro che seguono un qualsiasi leader su Twitter, la nuova piazza urlante della politica italiana (sottolineando furbescamente però come il fenomeno riguardi soltanto la sinistra italiana).</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>La dittatura della Rete ha sostituito quella del proletariato. Più che leader sono follower – il Blog di Nicola Porro <a href="http://t.co/lYgR6g33mH" title="http://blog.ilgiornale.it/porro/2013/04/21/la-dittatura-della-rete-ha-sostituito-quella-del-proletariato/">blog.ilgiornale.it/porro/2013/04/…</a></p>
<p>— nicola porro (@NicolaPorro) <a href="https://twitter.com/NicolaPorro/status/326016508297871363">21 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>La visione di dittatura della <del>Rete</del> (rete, si scrive) di Porro è vicina a quella dei citati componenti del PD, ed è una visione che si fa davvero fatica  ad accettare. Chiunque di noi è su Internet da un tempo sufficiente si sarà trovato mille volte coinvolto in lunghissimi e spesso incocludenti discussioni, sarà stato contestato da qualcuno oppure avrà a sua volta contestato qualcun&#8217;altro per difendere proprie idee. Ecco, è presumibile che qualora tu sia un rappresentante del popolo, questo capiterà anche a te. Probabilmente amplificato per mille, soprattutto in questi giorni.</p>
<div>A questo si può reagire in diversi modi. Il PD ha deciso di alzare le barricate, sentendosi ostaggio dei nuovi media come dimostrato dal diktat bersaniano di spegnere i propri smartphone durante la votazione per non farsi influenzare.</div>
<div></div>
<div>
<p><strong>Errore strategico</strong></p>
<p>Eppure non ci voleva poi molto a capire che si trattasse di un errore strategico di portata clamorosa, e gli eventi successivi sono stati una chiarissima dimostrazione. Perchè dietro quelle migliaia di mail e di tweet non si nascondevano fantomatici avatar di un mondo perfetto, contestatori o hacker, ma semplicemente degli elettori che dimostravano con gli strumenti a disposizione il proprio dissenso. E dire che qualcuno del PD, come Civati, che è uno dei più attenti frequentatori della rete, se ne era accorto e lo aveva pure segnalato: &#8220;Peccato che su <em>Facebook</em>, sulle nostre pagine, fossero i nostri stessi amici e sostenitori a dichiarare apertamente il proprio disagio.&#8221;</p>
</div>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Levateje er Twitter. Ovvero, è tutta colpa vostra: <a href="http://t.co/vIjwACHPzv" title="http://www.ciwati.it/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/">ciwati.it/2013/04/22/tut…</a></p>
<p>— civati (@civati) <a href="https://twitter.com/civati/status/326233266040496128">22 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Ci sarebbe anche una direttiva del Comitato del Consiglio dei Ministri d&#8217;Europa, la quale stabilisce che &#8220;<strong>le istituzioni e le amministrazioni pubbliche devono ristabilire il contatto con i cittadini e rispondere loro in modo nuovo, al fine di mantenere la leggittimità del processo decisionale</strong>&#8221; (E.Belisario, 2010).</p>
<p>L&#8217;errore strategico diventa tanto più macroscopico, imho, se pensiamo al concetto di <strong>partecipazione democratica</strong>. Perché di questo si sta parlando; le persone dietro Twitter e le email hanno pensato che fosse arrivato il momento per loro di entrare nel meccanismo della politica parlamentare e far sentire la loro voce. Pensavano di trovare una classe dirigente moderna e coraggiosa, che volesse addirittura promuovere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e credesse nella trasparenza nelle decisioni. Fail.</p>
<p><strong>Ma perché sempre il PD?</strong></p>
<p>Immagino che tutti i parlamentari del PD si saranno chiesti: ma perché solo a noi? Vuoi vedere che questi sono tutti elettori del PDL o peggio ancora del M5S (anzi, sicuramente del Movimento, che quelli stanno sempre a scrivere nella <del>Rete</del> rete) che vogliono sabotare le nostre libere e anonime elezioni?</p>
<p>Guardando le candidature delle Quirinarie è risultato palese a tutti gli elettori del centrosinistra come, soprattutto dopo le rinuncie di Gabanelli e Strada, la convergenza verso Rodotà fosse una cosa fattibile. In un intervista rilasciata ieri al Manifesto è stato lo stesso Rodotà a segnalarlo: <strong>&#8220;La rete ha selezionato tutte persone di sinistra</strong>, ci metto con qualche fatica anche Emma Bonino, ma certamente anche Romano Prodi. Questo punto dovrebbe farci riflettere&#8221;.</p>
<p>Secondo Ernesto Belisario, con il quale ho avuto una conversazione a proposito: &#8220;Per alcuni politici, valutate le loro reazioni isteriche, Twitter sembra essere il loro unico contatto con la realtà. E&#8217; una questione di percezione. La parte più pericolosa è pensare che tutti quelli che insorgono siano votanti di altri partiti.&#8221;</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>I dieci delle <a href="https://twitter.com/search/%23quirinarie">#quirinarie</a> dimostrano ancora una volta che la parte più attiva degli aderenti al M5S esce da area sinistra e centrosinistra.</p>
<p>— Simone Spetia (@simonespetia) <a href="https://twitter.com/simonespetia/status/323017404634513408">13 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>L&#8217;elettore attivo ha immaginato questa possibilità ed espresso il proprio parere con Twitter, Facebook, i commenti su un blog o il mailbombing. L&#8217;origine di tutto questo è una richiesta appassionata da parte dei cittadini di <strong>collaborazione democratica </strong>rivolta ad un partito<strong> </strong>in particolare. Si può obiettare che non tutti quelli che hanno pubblicizzato il nome di Rodotà fossero elettori Pd, ma di certo era un pubblico dell&#8217;area sinistra e/o centrosinistra ed a cui un partito attento avrebbe dovuto sinceramente porgere l&#8217;orecchio.</p>
<p>Il PD avrebbe dovuto capire, come diceva Ernesto Belisario, che Twitter è soltanto un mezzo con cui interagiamo per comunicare e che dietro ci sono delle persone e magari dei propri elettori, come una volta c&#8217;erano le persone dietro le lettere alla redazione e dietro i fax, con la differenza della dimensione pubblica e multidimensionale della conversazione. Questa <strong>nuovo paradigma della comunicazione politica</strong> genera delle difficoltà nell&#8217;identificare il campo di azione di ogni individuo dietro un tweet, rende difficile capire guardando il diluvio di tweets e post quali sono quelli irrilevanti, scortesi o volgari, uscendo dal forte senso di disagio che una home affollata di insulti può giustamente generare.</p>
<p>Esistono metodi di ascolto, di condivisione e di decisione che la politica può utilizzare, l&#8217;importante è che non lo faccia con una punta di nostalgia per i buon vecchi elettori di una volta..</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Io comunque ancora un po’ ci spero che il popolo dei fax riprenda coraggio e dica finalmente la sua sul popolo del web.</p>
<p>— Claudio Cerasa (@claudiocerasa) <a href="https://twitter.com/claudiocerasa/status/326315587804487681">22 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p><strong><br />
La lunga strada verso l&#8217;OpenGovernment<br />
</strong></p>
<div>
<p>La tecnologia ed i social network hanno avuto un importante ruolo di mobilitazione nelle elezioni del Presidente della Repubblica, e lo hanno fatto perché l&#8217;atmosfera era già propizia al cambiamento. Dall&#8217;altro lato però c&#8217;è una classe politica ancora impreparata ad abbracciare questo metodo e che appunto per questo ne è stata travolta.</p>
<p>Adesso le Pubbliche Amministrazioni sono davanti ad una <strong>scelta precisa</strong>: valutare se la sola comunicazione delle proprie attività istituzionali in canali monodirezionali sia sufficiente a mantenere un buon livello di approvazione e consenso da parte dei cittadini oppure se conviene passare ad una comunicazione più orientata alla conversazione con i cittadini ricercando contemporaneamente di governare meglio e mantenere un alto livello di consensi.</p>
</div>
<div>I social network hanno dimostrato più volte di adattarsi male alla conversazione politica, quello che possono fare però è sicuramente permettere alle persone di organizzarsi, di esprimersi attorno ad una motivazione. La strada è creare piattaforme con meccanismi di accountability, abilitare la <strong>trasparenza</strong> come metodo di recupero della fiducia nella politica, creare posti e metodi diversi di conversazione e magari abilitare le persone ad utilizzare i nuovi strumenti. Questa è la strada che noi di Agorà abbiamo deciso di percorrere con il nostro lavoro sul <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/">progetto Era della Trasparenza (che stiamo finanziando proprio in queste ore, piccolo spoiler, siate buoni</a>). Citando Rodotà: &#8220;Le piazze erano state svuotate dalla tv, la rete le ha ririempite. Oggi dobbiamo lavorare su questo.&#8221;</div>
<p>Non è il duello finale fra democrazia di rete e democrazia rappresentativa, non esistono <strong>&#8220;insurrezioni su twitter&#8221;, &#8220;popolo della rete&#8221;</strong> e nemmeno sono previste votazioni online, esistono soltanto tecnologie sperimentate in settori diversi che aspettano di essere abbracciate dai decisori politici per abilitare nuove forme di partecipazione. E la certezza che se non lo faremo sarà un&#8217;altra occasione persa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Stornelli</strong><br />
<a target="_blank" title="Alberto Stornelli su Twitter" href="http://twitter.com/AlbStornelli"><strong>Twitter: @AlbStornelli</strong></a><strong></strong></p>
<p><strong><br />
Fonti, o meglio ispirazioni:</strong><br />
<a target="_blank" title="Intervista sul Manifesto a Stefano Rodotà" href=" http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9329/"> http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9329/</a><br />
<a target="_blank" title="Cottica parla del live tweet #MontiLive" href=" http://www.chefuturo.it/2013/01/il-pozzo-avvelenato-internet-da-agora-digitale-a-curva-sud/"> http://www.chefuturo.it/2013/01/il-pozzo-avvelenato-internet-da-agora-digitale-a-curva-sud/</a><br />
<a target="_blank" title="Riotta: Alla politica non basta solo il Web" href=" http://www.lastampa.it/2013/04/24/cultura/opinioni/editoriali/alla-politica-non-basta-solo-il-web-jyKcaMIMLJjEqj8aiOHWRN/pagina.html"> http://www.lastampa.it/2013/04/24/cultura/opinioni/editoriali/alla-politica-non-basta-solo-il-web-jyKcaMIMLJjEqj8aiOHWRN/pagina.html</a><br />
<a target="_blank" title="Valigia Blu: Twitter e il Colle" href=" http://www.valigiablu.it/twitter-il-colle-e-i-tecnoschiavi/"> http://www.valigiablu.it/twitter-il-colle-e-i-tecnoschiavi/</a><br />
<a target="_blank" title="Amenduni: nuovi paradigmi per la comunicazione politica" href="http://www.slideshare.net/doonie/dal-selfbranding-allopen-gov-nuovi-paradigmi-per-la-comunicazione-politica-online-in-italia">http://www.slideshare.net/doonie/dal-selfbranding-allopen-gov-nuovi-paradigmi-per-la-comunicazione-politica-online-in-italia</a></p>
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		<title>Il tempo sta per scadere, dona ora!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 09:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È in vigore da sabato 20 aprile il decreto di riordino della trasparenza che il governo Monti ha approvato il 14 febbraio scorso e che, senza il nostro intervento, avrebbe fatto saltare il banco della liberazione dei dati della Pubblica amministrazione italiana. Comuni, Regioni, ministeri e ospedali non potranno dunque più tenere per sé le informazioni relative alle spese che effettuano, pena l&#8217;annullamento di tutti i pagamenti. Una potenziale rivoluzione, ma la legge da sola non basta. Con la Settimana della Trasparenza abbiamo dimostrato, mappando il 5% delle amministrazioni italiane, che la stragrande maggioranza di esse non rispetta le norme. Dodici<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/il-tempo-sta-per-scadere-dona-ora/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È in vigore da sabato 20 aprile <a href="http://www.agoradigitale.org/la-trasparenza-entra-in-vigore/" target="_blank"><strong>il decreto di riordino della trasparenza</strong></a> che il governo Monti ha approvato il 14 febbraio scorso e che, senza <a href="http://www.agoradigitale.org/il-governo-approva-i-nostri-emendamenti/" target="_blank"><strong>il nostro intervento</strong></a>, avrebbe fatto saltare il banco della liberazione dei dati della Pubblica amministrazione italiana. Comuni, Regioni, ministeri e ospedali non potranno dunque più tenere per sé le informazioni relative alle spese che effettuano, pena l&#8217;annullamento di tutti i pagamenti.</p>
<p>Una potenziale rivoluzione, ma la legge da sola non basta. Con la <a href="http://www.agoradigitale.org/la-settimana-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a> abbiamo dimostrato, mappando il 5% delle amministrazioni italiane, che la stragrande maggioranza di esse non rispetta le norme. Dodici degli attuali parlamentari, tuttavia, si sono dimostrati sensibili al tema tanto da sottoscrivere con noi un Patto.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Due settimane per evitare lo stallo della trasparenza: dai il tuo contributo! <a href="http://t.co/jjF4X60SZX" title="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/">agoradigitale.org/dona-contro-lo…</a> via @<a href="https://twitter.com/agoradigitale">agoradigitale</a></p>
<p>— Stefano Quintarelli (@quinta) <a href="https://twitter.com/quinta/status/324274486109167616">16 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p>Ora vogliamo, dobbiamo fare di più: <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>aiutaci a costruire</strong></a> la seconda fase de <a href="http://eradellatrasparenza.it/" target="_blank"><strong>L&#8217;Era della Trasparenza</strong></a> per estendere la mappatura al 30% delle Pubbliche amministrazioni italiane e al contempo fare del “Gruppo per la Trasparenza” il più numeroso in Parlamento. Per farlo abbiamo assoluto bisogno che voi ora ci diate una mano.</p>
<p>In una settimana di <a href="https://twitter.com/search/realtime?q=%23InvestoInTrasparenza&amp;src=typd" target="_blank"><strong>#InvestoInTrasparenza</strong></a> abbiamo raggiunto il 25% del nostro obiettivo, ora è il momento di fare il salto di qualità: ci restano solo sei giorni per evitare che la trasparenza venga travolta dallo stallo e dagli inciuci che attraversano in queste ore le massime istituzioni repubblicane.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/Cont.png" title="Cont" class="aligncenter  wp-image-4089" height="305" width="655" /></a></p>
<p>Potete scegliere di donare 2€ per consentirci di aggiungere un’altra amministrazione a quelle monitorate o 4€ per aggiungere un parlamentare (scriveteci a <a href="mailto:dona@agoradigitale.org">dona@agoradigitale.org</a> dopo aver fatto la donazione per segnalarci le vostre preferenze). Useremo i tuoi soldi per entrare in contatto con loro, rendere ancora più stringente la normativa, pungolare le amministrazioni non in regola e sviluppare la tecnologia necessaria al continuo monitoraggio.</p>
<p><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/Form.png" title="Form" class="aligncenter  wp-image-4088" height="161" width="753" /></p>
<p>Noi <a href="http://www.agoradigitale.org/dietro-le-quinte-di-investointrasparenza/" target="_blank"><strong>stiamo dando il massimo per questo obiettivo</strong></a> e a te<strong> <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank">bastano pochi euro per far parte di un progetto che può fare storia, dona ora!</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"></a></strong><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/g6ikKMAFuoo" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
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		<title>Dona per evitare lo stallo della trasparenza!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 09:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per dare il tuo contributo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/">Clicca qui per dare il tuo contributo!</a></strong></p>
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		<title>Dietro le quinte di #InvestoInTrasparenza</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 11:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Che faccio, pubblico?&#8221;. Questa volta la domanda rivolta agli altri ragazzi del team è diversa dalle altre. Questa volta suona come fosse un &#8220;siete pronti, siamo pronti, a metterci in gioco?&#8221;. Perché stiamo per mandare online la nostra prima campagna di raccolta fondi (chi mastica i neologismi di quest&#8217;era digitale la chiama crowdfunding), quella con la quale vogliamo sostenere l&#8217;avvio della seconda fase de L&#8217;Era della Trasparenza. #InvestoInTrasparenza, abbiamo solo due settimane per lanciare la nuova fase di @eratrasparenza ow.ly/k3YvQ — Agorà Digitale (@agoradigitale) 15 aprile 2013 &#8220;Siamo online&#8221;. Va da sé che a questa affermazione è la fibrillazione a<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/dietro-le-quinte-di-investointrasparenza/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Che faccio, pubblico?&#8221;. Questa volta la domanda rivolta agli altri ragazzi del team è diversa dalle altre. Questa volta suona come fosse un &#8220;siete pronti, siamo pronti, a metterci in gioco?&#8221;. Perché stiamo per mandare online <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>la nostra prima campagna di raccolta fondi</strong></a> (chi mastica i neologismi di quest&#8217;era digitale la chiama crowdfunding), quella con la quale vogliamo sostenere l&#8217;avvio della seconda fase de L&#8217;Era della Trasparenza.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a>, abbiamo solo due settimane per lanciare la nuova fase di @<a href="https://twitter.com/eratrasparenza">eratrasparenza</a> <a href="http://t.co/Mr0MeIdnMG" title="http://ow.ly/k3YvQ">ow.ly/k3YvQ</a></p>
<p>— Agorà Digitale (@agoradigitale) <a href="https://twitter.com/agoradigitale/status/323714236310253569">15 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">&#8220;Siamo online&#8221;. Va da sé che a questa affermazione è la fibrillazione a percorrere le scrivanie. Finalmente in scena, dopo le settimane passate ad impostare la grafica con i pazientissimi Kids dell&#8217;agenzia di comunicazione, le continue sedute di Alberto e Martina per la rifinitura del form per le donazioni, l&#8217;istintiva e preziosa tendenza al perfezionismo di Luca, gli impagabili consigli di Ernesto, il supporto a tutto campo di Jacopo e Giuseppe, l&#8217;inesauribile sostegno di Matteo e la presenza sempre importante della vera protagonista della nostra azione: la comunità.<a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/graphic_static-17-27-091.png" title="graphic_static 17-27-09" width="672" height="256" class="aligncenter  wp-image-4037" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Proprio quella che ci prepariamo a chiamare a raccolta, mentre alle emozioni si affiancano i più freddi fogli excel che servono a far quadrare i contatti. &#8220;Telefonate alle vostre mamme&#8221;. Ci giriamo verso Luca pensando che l&#8217;emozione per la partenza abbia fatto tentennare la sua razionalità.</p>
<p>&#8220;Essere attivisti vuol dire innanzitutto mettersi in gioco personalmente: se non riuscite a convincere la vostra cerchia, i vostri amici, i vostri parenti dell&#8217;importanza di fare una donazione, come pensate di convincere qualcun&#8217;altro? Solo superando questo ostacolo può scattare qualcosa che ci permette di raggiungere questo assurdo obiettivo che ci siamo dati!&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a> ho donato 10 € ad @<a href="https://twitter.com/agoradigitale">agoradigitale</a> perché credo nel controllo dei cittadini sulla spesa pubblica <a href="http://t.co/Da1wVWbpRi" title="http://www.agoradigitale.org/investo-in-trasparenza/">agoradigitale.org/investo-in-tra…</a></p>
<p>— Marco Scialdone (@marcoscialdone) <a href="https://twitter.com/marcoscialdone/status/324526422561521664">17 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p><script async="" src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8" type="text/javascript"></script>Intanto parte la valanga delle email premendo il tasto &#8220;invio&#8221; per la mailing list che inonda in un attimo le caselle di posta elettronica delle nostre migliaia di contatti. Sono quelli che negli anni passati hanno sostenuto le battaglie contro gli sfregi alla Rete in nome del diritto d&#8217;autore, contro la censura, contro le nomine politiche per le authoruty, e che più recentemente hanno fatto sì che la <a href="http://www.agoradigitale.org/la-settimana-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a> e <a href="http://www.agoradigitale.org/il-governo-approva-i-nostri-emendamenti/" target="_blank"><strong>#NienteCondoniSullaTrasparenza</strong></a> diventassero pietre miliari dell&#8217;attivismo online.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>
<a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a>@<a href="https://twitter.com/agoradigitale">agoradigitale</a> non chiede solo soldi, ma spalle robuste per sostenere una dura battaglia. <a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInComunità">#InvestoInComunità</a> — Matteo Martinelli (@MMartinelli88) <a href="https://twitter.com/MMartinelli88/status/323759536160796672">15 aprile 2013</a>
</p></blockquote>
<p>&#8220;Onorevole, disturbo?&#8221;. È partita la caccia al testimonial &#8220;di palazzo&#8221;. Certo, non è facile acchiappare un deputato o un senatore che esce da una riunione dove si fa il punto delle trattative per il Quirinale. Ma i nostri argomenti sono convincenti, e strappiamo i primi appuntamenti. Il tutto mentre arriva l&#8217;endorsement di Stefano Epifani. Il chief editor di <a href="http://www.techeconomy.it/" target="_blank"><b>TechEconomy</b></a> spiega in un gustosissimo video perché investire in questo progetto è una buona idea, lasciandoci la soddisfazione (espressa a mezzo scoppio di risate) di titolarlo &#8220;Meno ananas e più trasparenza&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>
Prendersi un po&#8217; in giro per una buona causa? A volte si può fare! :-) <a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a> <a href="http://t.co/WChKE0VYQi" title="http://ow.ly/k4hHD">ow.ly/k4hHD</a> — Stefano Epifani (@stefanoepifani) <a href="https://twitter.com/stefanoepifani/status/323784487328698368">15 aprile 2013</a>
</p></blockquote>
<p>La prima mezza giornata delle due settimane a disposizione per la raccolta sta per terminare quando i contatori gridano: &#8220;Abbiamo sfondato il muro dei cento&#8221;. Pacche sulle spalle, &#8220;ragazzi siamo sulla strada giusta&#8221;, e nuovo giro di link sui social.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>
@<a href="https://twitter.com/stefymilo">stefymilo</a>: &#8220;La <a href="https://twitter.com/search/%23trasparenza">#trasparenza</a> crea occupazione, per questo sostengo <a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a>&#8221; <a href="http://t.co/Ea6Fn3CugU" title="http://ow.ly/k73HJ">ow.ly/k73HJ</a> <a href="http://t.co/qIr45ZbY1I" title="http://ow.ly/k73HL">ow.ly/k73HL</a> — EradellaTrasparenza (@EraTrasparenza) <a href="https://twitter.com/EraTrasparenza/status/324168715555971072">16 aprile 2013</a>
</p></blockquote>
<p>E mentre le batterie degli smartphone vengono messe a dura prova (non tanto le nostre quanto quelle di chi riceve le nostre telefonate), i nostri ormai stressatissimi amici capitolano e diventano sponsor della campagna.<a href="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/Immagine-giorno-21.png"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/Immagine-giorno-21.png" alt="" title="Immagine giorno 2" width="509" height="514" class="aligncenter size-full wp-image-4043" /></a>&#8220;Credo che molti dei miei amici smetteranno di salutarmi&#8221;. Alberto è un fiume in piena, vuole assolutamente vincere il contest organizzato nel team: la gara a chi porta più donazioni.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>
Dopo due giorni di <a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a>, qualcuno dei miei amici inizierà ad evitarmi. Sicuro. cc: @<a href="https://twitter.com/agoradigitale">agoradigitale</a> @<a href="https://twitter.com/ciaffone">ciaffone</a> @<a href="https://twitter.com/lucanicotra">lucanicotra</a> — Alberto Stornelli (@AlbStornelli) <a href="https://twitter.com/AlbStornelli/status/324163964705591297">16 aprile 2013</a>
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Ma che numeri ci sono? E cos&#8217;è quello scroll?&#8221;. Luca balza dalla sedia di fronte alla nuova grafica segnalando un paio di imperfezioni. &#8220;Sento subito Jeuffre&#8221;. In mezz&#8217;ora l&#8217;allarme rientra e la nuova veste della campagna va in scena in tutto il suo splendore.<a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/Copertina.png" title="Copertina" width="653" height="267" class="aligncenter  wp-image-4038" /></a></p>
<p><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/IMG_4962-300x224.jpg" alt="" title="IMG_4962" width="300" height="224" class="alignright size-medium wp-image-4032" />&#8220;Ragazzi, ci servono facce che dicano: sostenete questi ragazzi perché loro è il regno della trasparenza&#8221;. Consigli dai toni evangelici che arrivano da Ernesto, alias #fullofdata, già dalle prime ore del mattino nella nostra nuova e spaziosissima sede di via Valsolda. &#8220;Io un po&#8217; di numeri ce li ho, però non so se&#8230;&#8221;, &#8220;no aspetta aspetta, chiama prima questo e digli se ci vuole affiancare&#8221;. &#8220;Allora è deciso, io chiamo Carlo, tu Renato, daje!&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>
<a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a>, @<a href="https://twitter.com/diritto2punto0">diritto2punto0</a> con il resto del team @<a href="https://twitter.com/agoradigitale">agoradigitale</a> per continuare a spingere, forza! <a href="http://t.co/YG952oJRYh" title="http://ow.ly/k8Kmt">ow.ly/k8Kmt</a> — EradellaTrasparenza (@EraTrasparenza) <a href="https://twitter.com/EraTrasparenza/status/324440750450438144">17 aprile 2013</a>
</p></blockquote>
<p><script async="" src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8" type="text/javascript"></script>A fine riunione, è arrivata l&#8217;ora delle trasferte. Non so se a picchiare di più a Montecitorio sia il sole della primavera romana o le voci che si rincorrono sui possibili candidati alla presidenza della Repubblica. Fatto sta che la prima donna entra in scena con tutta la sua eleganza: la trasparenza allarga i sorrisi trapassando le divisioni partitiche.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a> unisce Pd, montiani e consumatori @<a href="https://twitter.com/quinta">quinta</a> @<a href="https://twitter.com/coppolapaolo">coppolapaolo</a> e @<a href="https://twitter.com/pierani">pierani</a> dona <a href="http://t.co/W7hUgdGfSL" title="http://bit.ly/16SfWXx">bit.ly/16SfWXx</a> <a href="http://t.co/79ni1F5o4E" title="http://twitter.com/EraTrasparenza/status/324515440544071681/photo/1">twitter.com/EraTrasparenza…</a> — EradellaTrasparenza (@EraTrasparenza) <a href="https://twitter.com/EraTrasparenza/status/324515440544071681">17 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/WYv6FDamESU" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe> <iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/CnpaXhdMCHA" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>Al quarto giorno di campagna ci rendiamo conto che il lavoro fatto è tanto e che tuttavia è ancora minimo rispetto a quello che resta da fare. Ma ci stiamo divertendo. Questo viaggio dietro le quinte dell&#8217;associazione punta a far sentire chi legge parte di questa splendida esperienza, alla quale si può partecipare non solo con la donazione ma con un ruolo attivo nelle scelte e nelle decisioni che prendiamo ogni giorno, ogni ora. Condividi con noi le idee, i consigli e le critiche che ti vengono in mente scrivendoci a <a href="mailto:info@agoradigitale.org" target="_blank"><strong>info@agoradigitale.org</strong></a>. Il team che lavora a <a href="https://twitter.com/search?q=%23InvestoInTrasparenza&amp;src=hash" target="_blank"><strong>#InvestoInTrasparenza</strong></a> non può prescindere dal tuo aiuto.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Continua <a href="https://twitter.com/search/%23InvestoInTrasparenza">#InvestoInTrasparenza</a> per finanziare @<a href="https://twitter.com/eratrasparenza">eratrasparenza</a>, siamo al 23% dell&#8217;obiettivo. <a href="http://t.co/z4JgJvTOQW" title="http://bitly.com/dona-agor%C3%A0">bitly.com/dona-agor%C3%A0</a> <a href="http://t.co/BDRRwmlWUW" title="http://twitter.com/agoradigitale/status/324486404811915265/photo/1">twitter.com/agoradigitale/…</a></p>
<p>— Agorà Digitale (@agoradigitale) <a href="https://twitter.com/agoradigitale/status/324486404811915265">17 aprile 2013</a></p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.agoradigitale.org/author/marco_ciaffone/" target="_blank"><strong>Marco Ciaffone</strong></a></p>
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		<title>#InvestoInTrasparenza</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 09:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È partita la campagna di raccolta fondi di Agorà Digitale per l&#8217;apertura della seconda fase de L&#8217;Era della Trasparenza. L&#8217;obiettivo è moltiplicare i già straordinari risultati raggiunti a fine gennaio grazie ai 364 volontari che parteciparono alla mappatura delle Pubbliche amministrazioni. Con una donazione di 2 o 4 euro sarà più facile il lavoro di monitoraggio e pressione sulle Pa per la liberazione dei dati e il coinvolgimento dei parlamentari nella battaglia per gli Open Data. La data di scadenza è tra due settimane, e ogni euro può fare la differenza Due settimane per permettere a L&#8217;Era della Trasparenza di<a class="moretag" href="http://www.agoradigitale.org/investo-in-trasparenza/"> Read the full article...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È partita la campagna di raccolta fondi di Agorà Digitale per l&#8217;apertura della seconda fase de L&#8217;Era della Trasparenza. L&#8217;obiettivo è moltiplicare i già straordinari risultati raggiunti a fine gennaio grazie ai 364 volontari che parteciparono alla mappatura delle Pubbliche amministrazioni. Con una donazione di 2 o 4 euro sarà più facile il lavoro di monitoraggio e pressione sulle Pa per la liberazione dei dati e il coinvolgimento dei parlamentari nella battaglia per gli Open Data. La data di scadenza è tra due settimane, e ogni euro può fare la differenza</strong></p>
<p>Due settimane per permettere a <a href="http://eradellatrasparenza.it/" target="_blank"><strong>L&#8217;Era della Trasparenza</strong></a> di passare alla &#8220;fase due&#8221; grazie al supporto della comunità che si batte per la liberazione dei dati custoditi dalla Pubblica amministrazione italiana. È questo il succo della <a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>campagna di raccolta fondi  da pochi giorni da Agorà Digitale</strong></a> e che punta a fornire agli attivisti gli strumenti per compiere un salto di qualità nella battaglia per gli Open Data.</p>
<p>Si vuole insomma evitare che lo stallo vissuto dal sistema politico in queste settimane non si traformi in un parallelo stallo del percorso verso un Paese più trasparente.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;associazione chiede una donazione di 2 o 4 euro che le permetterà di lavorare a due ordini di obiettivi: il primo è quello di aggiungere un senatore o un deputato alla lista di quelli coinvolti nella lotta per la trasparenza così da arrivare a 315 e creare un enorme &#8220;Gruppo parlamentare&#8221;; il secondo è arrivare al monitoraggio del 30% delle Pubbliche amministrazioni, un numero considerato massa critica che permetterebbe alla lotta per gli Open Data di raggiungere il punto di non ritorno.<a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/graphic_static.png" title="graphic_static" width="672" height="256" class=" wp-image-3983 aligncenter" /></a></p>
<p>Le fondamenta di questo percorso sono solide. Da un lato, la <a href="http://www.agoradigitale.org/la-settimana-della-trasparenza/" target="_blank"><strong>Settimana della Trasparenza</strong></a>, che dal 21 al 28 gennaio scorso ha visto l&#8217;incredibile mobilitazione e partecipazione di 364 volontari grazie ai quali è stato possibile <a href="http://www.agoradigitale.org/rassegna-1-febbraio/" target="_blank"><strong>mappare oltre mille Pa italiane sulla base del loro rispetto o della loro inadiempienza rispetto alle leggi sugli Open Data</strong></a>.</p>
<p>Dall&#8217;altro, la vincente &#8220;opposizione più proposta&#8221; arrivata<a href="http://www.agoradigitale.org/il-governo-approva-i-nostri-emendamenti/" target="_blank"><strong> quando proprio quelle leggi rischiavano di essere spazzate via da un avventato decreto del governo Monti</strong></a>, testo che <a href="http://www.agoradigitale.org/la-trasparenza-entra-in-vigore/" target="_blank"><strong>è stato alla fine approvato con i correttivi proposti dalle associazioni e dalla comunità</strong></a>.</p>
<p>Ora si vuole fare di più e serve il sostegno di tutti. Il soldi delle donazioni saranno utilizzati per entrare in contatto con parlamentari ed amministratori, rendere ancora più stringente la normativa, pungolare le amministrazioni non in regola e sviluppare la tecnologia necessaria al continuo monitoraggio di ogni singola spesa di ciascuna amministrazione, combattendo sprechi, corruzione e dando ai cittadini finalmente la possibilità di decidere come viene impiegato il denaro pubblico.</p>
<p><a href="http://www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/" target="_blank"><img src="http://www.agoradigitale.org/wp-content/uploads/2013/04/trasparenza_pa_rev02-1.jpg" alt="" title="trasparenza_pa_rev02-1" width="600" height="3718" class="aligncenter size-full wp-image-3985" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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