Rassegna Stampa: il Corriere del 1 luglio - E i Radicali strizzano l'occhio al "peer to peer"

da Corriere della Sera del 1 luglio 2009, pag. 29
di Emanuele Buzzi
I radicali strizzano l’occhio ai pirati. Almeno sul web. Perché quando si tratta di libertà da difendere, ci sono battaglie da combattere, anche online. Tutto è cominciato su Radio Radicale, con i dibattiti sul ruolo di internet. Ora la nascita dell’associazione radicale «Agorà digitale». Un’iniziativa varata con la benedizione del comitato nazionale riunito a Chianciano. «Sono anni che ci battiamo per la legalizzazione del peer to peer, per l’abolizione del monopolio Siae, per i diritti della privacy sul web - spiega l’ex eurodeputato Marco Cappato, che ha aderito al progetto -. Il problema è aggregare forze fuori dal partito, nell’opinione pubblica. Manca la consapevolezza politica, che nasce solo con degli obiettivi». Obiettivi impegnativi sulla carta: creazione di un percorso per legittimare il file sharing nel rispetto del diritto degli autori e apertura del mercato dell’intermediazione sul copyright. Molti i punti d’incontro con il Partito Pirata svedese, che - forte delle vicissitudini giudiziarie di The Pirate Bay - ha strappato il 7,1 % dei voti alle Europee e un seggio a Strasburgo. E soprattutto, ha visto aumentare in modo esponenziale gli iscritti (ora oltre quarantacinquemila). «Siamo pronti a lavorare insieme a chiunque si batta con noi per raggiungere le mete che ci siamo posti, senza alcuna preclusione» sostiene Cappato. Un messaggio che non ha solo una vocazione transnazionale (i pirati in Germania hanno sfiorato l’1%), ma che guarda anche all’Italia. Il partito Pirata Italiano si è già mosso: ha presentato un candidato, Alessandro Bottoni, come indipendente nelle fila di Sinistra e Libertà alle elezioni di giugno e ha incrementato il numero di soci. Per ora, però, la battaglia radicale sulle libertà digitali è ancora da definire: «Le nostre posizioni - dice Cappato - sono ancora una questione aperta, che non si è trasformata in un’iniziativa militante. Ci sarà da discutere». Però, promette, «ci impegneremo per quelle proposte di legge in difesa del web che sono già al vaglio del Parlamento».





