Diritto d’Autore

Un concetto apre il percorso di riforma della disciplina del diritto d’autore: la protezione della proprietà intellettuale è una risorsa. Non si punta dunque ad abbattere al copyright ed aprire alla pirateria tout court, ma a rivederne la disciplina alla luce degli sviluppi tecnologici affinché esso diventi una risorsa per tutti gli interpreti della filiera di produzione dei contenuti culturali e non un limite alla circolazione dei saperi.

Take down monopolio

Una libera circolazione dei contenuti che nell’era digitale passa dall’abolizione dei monopoli. È un po’ il cuore dell’azione di Agorà Digitale. Il primo punto è dunque sull’intermediazione dei diritti d’autore. L’inefficienza ed i costi di gestione della Siae sono tristemente noti: bilancio 2010 alla mano, la società poteva contare su 1346 dipendenti e 56 dirigenti, un numero assolutamente sproporzionato per le attività attribuitele dalla legge. Un’inefficienza destinata a scaricarsi a valle sui costi di iscrizione per i giovani autori. C’è la possibilità di completare la liberalizzazione iniziata dal governo Monti e restituire al mercato quell’attività di intermediazione dei diritti d’autore che da decenni è vittima delle inefficienze del monopolio, a tutto scapito dei giovani artisti e dei consumatori.

Secondo step, l’abrogazione delle disposizioni che sanciscono l’obbligo di apposizione del contrassegno Siae presenti nel nostro ordinamento e quelle che ricollegano al mancato adempimento di tale obbligo gravi e pesanti sanzioni di carattere penale. In tal modo la distribuzione di opere dell’ingegno nel nostro Paese sarà più agevole ed economica tanto per i soggetti italiani che per quelli europei e sarà così possibile incrementare la circolazione di contenuti culturali senza che essa sia frenata o rallentata da inutili ed anacronistici bollini e, per questa via, a garantire efficacemente i diritti dell’industria del settore.

In questo senso sarebbe utile una delega al governo; l’unica risposta che gli ordinamenti nazionali hanno saputo dare finora è stata quella della repressione delle condotte di condivisione abilitate da Internet. Non si sono volute cogliere, al contrario, le straordinarie possibilità offerte dalle reti di comunicazione elettronica all’accesso alle opere tutelate dal diritto d’autore e, dunque, alla loro fruizione da parte di una platea sconfinata di utenti.

Per lo stato di diritto: campagna sul regolamento Agcom in materia di copyright

Lottare contro le imposizioni delle major significa riaffermare alcuni diritti costituzionalmente garantiti per gli utenti della Rete, che troppo spesso vengono scavalcati da procedure che non tengono conto dello stato di diritto e seguono le stesse strade tracciate dai meccanismi di censura. Si è giocata tutta qui la partita che nel dicembre del 2010 ha visto Agorà Digitale battersi contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. L’Agcom aveva pubblicato le linee guida di uno schema di regolamento sul diritto d’autore: tra le misure ipotizzate vi era anche quella di un’inibizione mediante provvedimento amministrativo dei siti esteri sospettati di violare il copyright, con il completo esautoramento della magistratura.

La nostra associazione, insieme ad Adiconsum, AssoProvider, Altroconsumo e Studio Legale Sarzana, diede vita all’iniziativa “Sitononraggiungibile” finalizzata ad informare i cittadini sui rischi collegati ad un simile intervento regolatorio. La campagna ha ottenuto l’adesione di migliaia di cittadini ed è stata supportata da Avaaz.org, oltre a ricevere un’ampia visibilità sui media tradizionali e l’appoggio di numerosi leader politici, tra cui il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, il segretario del Parito Democratico, Piergluigi Bersani, il segretario dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, la vice-presidente del Senato Emma Bonino e molti altri.

Risultato concreto: l’Autorità ha stralciato dal testo le parti più controverse ed è stata eliminata la possibilità di inibizione di siti esteri senza passare attraverso un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, con un rinvio fino a novembre dell’approvazione del nuovo testo. Veniva dunque riaffermato, a dispetto di quanto dichiarava l’allora presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, il concetto che “la Rete è una sinfonia”.

Pirati

Tutto questo naturalmente coinvolge l’annosa questione della pirateria. La nostra visione è opposta a quella dei detentori di diritti: la circolazine die contenuti digitali è una risorsa da sfruttare, non una mincaccia da combattere. Al fine di promuovere il mercato degli audiovisivi e di arginare il fenomeno della pirateria online è dunque necessario prevedere che tutti i soggetti che operano nel mercato della distribuzione dei diritti d’autore, rendano disponibile – eventualmente in alternativa all’offerta tradizionale – un’offerta online, abilitando, al contempo, la propria clientela al perfezionamento.

Bisogna inoltre liberare le biblioteche, spazi in merito ai quali si pongono due ordini di problemi: la riproduzione di copie digitali di materiali presenti nelle collezioni delle biblioteche e la fornitura elettronica di queste copie agli utenti. La digitalizzazione dei libri, del materiale audiovisivo e di altri contenuti può servire per raggiungere un duplice obiettivo: la conservazione dei contenuti in favore delle future generazioni e la loro messa a disposizione per gli utenti finali on line. In questo senso, è benvenuta l’iniziativa comunitaria che nel novembre 2012 vedeva la Commissione fare un piccolo passo in avanti nell’ottica di una più libera circolazione dei sapere nel Continente: la direttiva 28/2012/Ue permette infatti l’utilizzo in digitale delle opere orfane a biblioteche, istituti di istruzione, musei, archivi e istituti per il patrimonio cinematografico o sonoro che hanno scopi culturali e senza fini di lucro.